Zone terremotate, perché non hanno ricostruito? Dimettetevi
Dovevano finanziare direttamente ai cittadini.
1)Nelle zone classificate a rischio simico la legge prevalente Non può essere quella paesaggistica, ma ‘’deve essere la normativa antisismica’’; solo cosi è possibile tutelare le vite umane ed anche il paesaggio in quanto si riduce il rischio di crolli e distruzioni.
2)Abolire il nuovo piano paesaggistico regionale, un impiastro di pianificazione, vincoli irreali imposti indiscriminatamente quasi ovunque e quasi sempre su zone da non vincolare.
3)per la ricostruzione dare i soldi direttamente ai cittadini.
Tutti si chiedono perché come mai dopo anni trascorsi dalla distruzione per effetto degli eventi sismici le cose non sono cambiate, cioè tutto quanto distrutto non è stato ancora ricostruito.
Solo affari per i produttori di prefabbricati.
Basti pensare che buona parte dell’inerzia è dovuta alle norme assurde inserite nel nuovo piano territoriale paesaggistico regionale( p.t.p.r.)e alle conseguenti complicazioni burocratiche, come l’art. 14 bis o la legge Pirozzi (una bufala dove fanno finta di cambiare in meglio, invece peggiorano la situazione) la quale è una procedura che comporta l’impossibilità di costruire o di adeguare (come previsto dagli art. 11-12-13 della stessa legge Pirozzi dove tutto deve essere conforme al paesaggio).
Il sottoscritto sta combattendo dal 2008 anche con manifestazioni di piazza con decine di macchine agricole per l’abolizione del p.t.p.r . “che è un insieme di norme folli che tra l’altro blocca qualsiasi sviluppo e ricostruzione delle zone terremotate.
Quanto sopra indicato è stato denunciato dal sottoscritto nella delibera del c.c. n° 46 del 2016 ‘’solidarietà ai comuni terremotati del centro Italia’.’ E in seguito nella proposta di delibera fatta dalla minoranza del 2 aprile 2019, dove si chiede alla regione di annullare il p.t.p.r. poi disattesa dalla maggioranza Quadriniana, nella quale già avevo previsto che non avrebbero ricostruito nulla con effetti disastrosi sull’economia da parte dei cittadini.
Sempre con la delibera n°46 del 2016 ho proposto per la ricostruzione che il governo doveva pretendere l’intero finanziamento dall’Europa ( 5/10 miliardi di euro)e che bisognava demolire e poi ricostruire il necessario, dando i soldi direttamente ai comuni i quali erogheranno i soldi direttamente ai cittadini che a loro volta incaricheranno i tecnici e imprese che in base alla normativa antisismica ricostruiranno tutto e subito senza il rischio tangenti.
Il rischio tangenti è sempre ipotizzabile e grave in quanto può incidere sulla qualità delle opere da realizzare.
L’obiettivo del p.t.p.r. deve essere quello di consentire opere compatibili con il paesaggio ma non quello di impedire qualunque cosa, bloccando non solo le variazioni urbanistiche ma l’economia generale.
Pertanto è necessario rielaborarlo in modo razionale, chiaro e conciso e corrispondente alla realtà dei luoghi, il tutto per tutelare non solo il paesaggio ma anche le vite dei cittadini e lo sviluppo economico.
Le considerazioni esplicitate sono state confermate nella riunione dei Sindaci dei comuni colpiti dal sisma a Rieti il 21/09/2019 nella quale, disperati per l’inerzia burocratica hanno richiesto la deroga a tutte le norme urbanistiche per effettuare in tempi rapidi la ricostruzione e ridare la vita ai cittadini e alle economie locali(in pratica per questi sindaci il p.t.p.r. non deve esistere)
Comunicato stampa a firma di Mauro Tomaselli.
