Proprio alla vigilia del ventennale dell’ omicidio di sua figlia Serena ci ha lasciato Guglielmo Mollicone. L’ amarezza per il fatto che non abbia avuto giustizia in questa vita è grande per chi, come noi, ha conosciuto questo guerriero che fino alla fine si è battuto per far emergere la verità. Solo grazie a lui, alla sua famiglia, a Maria Tuzi, e a chi ancora oggi anela alla giustizia, i riflettori non si sono spenti e la speranza di giungere alla verità è ancora viva. Lo ricordiamo parlare delle omissioni, dei depistaggi, della violenza inumana, dello sconcerto di fronte ai comportamenti deviati delle istituzioni e dell’arma dei Carabinieri che dovrebbero essere, ma troppo spesso non sono, baluardo di giustizia a cui rivolgersi quando si vivono certe tragedie. Invece proprio da queste istituzioni si è sentito tradito e umiliato Guglielmo, e ciononostante, quando lo abbiamo avuto per 3 occasioni alle nostre iniziative, organizzate per far sì che le luci non si spegnessero sulla tragedia che gli ha segnato la vita, per rinverdire il ricordo di Serena, per chiedere giustizia e verità, mai si è sognato di attaccare l’ arma come istituzione, ma sempre ha precisato che lui combatteva gli uomini che avevano ammazzato Serena e danneggiato anche l’ arma stessa, gettandole addosso discredito, disonore, ombre,in sintesi tradendone gli stessi fondamenti. Vogliamo ricordarlo così Guglielmo: un guerriero instancabile, sempre lucido, sempre attento a non colpire nel mucchio, a non ferire gli innocenti, lui che da padre ha vissuto il dolore più terribile che la vita possa riservarti: la morte violenta di una figlia innocente. Sappiano i vili bruti che hanno tolto la vita a Serena e irrimediabilmente compromesso quella dei suoi familiari, che ci impegniamo con grande determinazione, affinché questa tragica vicenda non cada nel dimenticatoio, perché la sete di verità e giustizia che per tutta la vita hanno animato Guglielmo è contagiosa e si estinguerà solo una volta ristabilita la verità!
PRC Frosinone
