La convinzione dei partiti della maggioranza è che il presidente del Consiglio Giuseppe Conte sia ‘blindato’. Che l’alternativa – “anche per le massime cariche istituzionali”, confida un ministro – a questo esecutivo sia solo il voto. E siccome le elezioni in un momento di grave crisi – sanitaria ed economica – sono una prospettiva quasi irrealistica (ma nel governo c’è soddisfazione per i risultati dell’avvio della ‘fase due‘, anche per il Viminale ci sono stati riscontri positivi sulla responsabilità dimostrata dagli italiani), allora anche tra i rosso-gialli sono all’azione i pontieri per evitare un cortocircuito o peggio ancora un incidente in Parlamento. Tanti i fronti aperti nel campo rosso-giallo. C’è quello della scuola con una parte dei dem irritati con il ministro dell’Istruzione Azzolina. Il tema della giustizia dopo la ‘querelle’ tra il Guardasigilli Bonafede e il magistrato Di Matteo (“Vogliamo vederci chiaro”, dice Renzi paventando di nuovo l’arma della sfiducia) e poi c’è il decreto legge da 55 miliardi.La riunione – prevista in un primo momento per le 20,30 – è slittata di un’ora. Le distanze tra Italia viva e M5s non si sono attenuate. I renziani dicono no all’ingresso dello Stato nelle piccole e medie imprese: “Si andrebbe a ledere la loro libertà”, il ragionamento. E c’è uno stop anche alla “cultura assistenzialista” dei Cinque stelle, “un segnale pedagogico sbagliato”, afferma Renzi.Ma lo stesso Gualtieri ha aperto alla possibilità di un contributo a fondo perduto per le imprese per sminare il terreno. Anche nel Pd c’è chi chiede al ministro dell’Economia – secondo quanto riferiscono fonti parlamentari dem – di spingere maggiormente sulle banche, di non limitarsi a chiedere “un atto di responsabilità” ma di fare in modo che il decreto liquidità venga seguito alla lettera dagli istituti.In una situazione complicata il presidente del Consiglio Conte è chiamato a mediare. Come per esempio sulla partita ‘sospesà sulla ripartenza del campionato di calcio. Spadafora frena, Iv insiste e anche nel Pd – sempre secondo quanto riferiscono fonti parlamentari – ci sarebbe l’intenzione di aprire alle insistenze del mondo del pallone. Naturalmente ogni dossier politico, a partire dal dl che arriverà prima in Consiglio dei Ministri e poi in Parlamento, non potrà prescindere dai numeri. E Renzi è convinto – osserva un ‘big’ Iv – che Conte non possa fare a meno dei voti di Italia viva.
Nel governo rimane la tensione ma Conte appare “blindato”
