“Finché non riusciremo a raggiungere l’immunità di gregge attraverso un vaccino sarà difficile immaginare di tornare ad avere contatti stretti, questo è un dato obiettivo e una prospettiva a cui ci stiamo adattando”. A evidenziarlo il presidente dell’Istituto superiore di sanità, Silvio Brusaferro, durante la conferenza stampa alla Protezione civile. “Il virus continua a essere se stesso e ad agire negli stessi modi. E’ chiaro che l’auspicio è la politica dei piccoli passi, monitorizzare quanto avviene, per tornare ad avere man mano spazi di libertà”.
BLOCCO DELLE REGIONI – “Non è consentita la mobilità tra regioni”, nel nuovo decreto “c’è una maggiore flessibilità ma in ambito regionale. Il blocco viene mantenuto a eccezione dei casi che erano già previsti”.
SCUOLE – “Rispetto al prossimo anno scolastico immaginiamo modelli organizzativi per un’attività scolastica tale da evitare la possibilità che si possa favorire la ricrescita dell’epidemia”. “Modelli sviluppati nel nostro Paese mostrano che la scuola” per una serie di motivi “può diventare uno di quei luoghi che favoriscono la diffusione della circolazione del virus”, ha confermato Brusaferro. Dunque si sta pensando ad un’organizzazione nuova, “anche tenendo conto delle diverse fasce d’eta”, che riduca questo rischio. “Il ministero dell’Istruzione ha attivato un gruppo di esperti che sta lavorando su questi scenari” in vista di settembre.
LA FASE EPIDEMICA – Analizzando gli ultimi dati del contagio in Italia, Brusaferro evidenzia che “continua il calo di R0” ma “comunque c’è circolazione del virus nel nostro territorio”. Questi numeri indicano “un successo delle misure adottate”, ma “man mano che avvieremo nei prossimi giorni caute aperture, dovremo monitorizzare attentamente” i dati, “fra cui quelli dei ricoveri nelle terapie intensive”. Questo per poter intervenire in “funzione dell’evoluzione dell’epidemia”. “Oggi siamo ancora in fase epidemica, anche se per fortuna con numeri molto ridotti”, precisa Brusaferro.
I TAMPONI – Il presidente Iss annuncia poi che è in arrivo un “documento che verrà reso pubblico proprio per ridurre la disomogeneità fra regioni e spingere verso” un’effettuazione “tempestiva dei tamponi”. Si incontrano ancora problemi, infatti, per effettuare i tamponi, anche se si è contatti di soggetti positivi. Ebbene, “una delle indicazioni che stiamo condividendo è proprio quella di avere una crescente tempestività nell’eseguire i tamponi, anche fuori dal contesto ospedaliero e nelle persone paucisintomatiche”. Oggi si viaggia a un ritmo di “oltre 60mila tamponi al giorno”. L’obiettivo è “spingere verso l’obiettivo di ridurre il più possibile le disomogeneità” sui tamponi a livello regionale.
