Continua l’emergenza in Italia legata al coronavirus: i morti attualmente sono sette. Tutte le vittime sono persone anziane o con altre malattie pregresse: sei delle sette vittime sono decedute in Lombardia. Di questa mattina invece è la notizia del primo caso accertato nel Sud Italia, una turista bergamasca che si trovava in vacanza a Palermo. I contagiati sono 283, ha detto il commissario straordinario Angelo Borrelli fornendo il bollettino aggiornato con i numeri relativi ai positivi nel nostro paese. I due casi sospetti di coronavirus in Toscana sono stati confermati da Borrelli, che ha anche confermato il caso in Sicilia sottolineando però «che sono in corso le ultime verifiche da parte dell’Istituto di Sanità».
Nei 283 contagiati sono comprese anche le sette vittime accertate e il ricercatore guarito e dimesso dallo Spallanzani nei giorni scorsi. Attualmente sono 7 le regioni interessate dai casi di coronavirus, più la provincia autonoma di Trento e Bolzano. 212 sono i contagiati in Lombardia (comprese le 6 vittime), 38 quelli in Veneto (compresa una vittima), 23 in Emilia Romagna, 3 in Piemonte, 3 nel Lazio (la coppia di cinesi allo Spallanzani e il ricercatore guarito), 2 in Toscana, uno in Sicilia e uno in provincia di Bolzano. I ricoverati in ospedale con sintomi sono complessivamente 109, quelli in terapia intensiva 29 e quelli in isolamento domiciliare 137.
LITE GALLERA-CONTE Intanto scatta la lite tra l’assessore al Welfare della Regione Lombardia Giulio Gallera e il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte: «Una dichiarazione inaccettabile da una persona ignorante, perché ignora assolutamente quali erano e sono i protocolli definiti dall’Istituto Superiore di Sanità. Noi abbiamo seguito pedissequamente ciò che era stato determinato dall’ISS e le linee guide del Ministero», ha detto Gallera commentando le parole di Conte ai microfoni di Agorà, trasmissione di Raitre condotta da Serena Bortone.
COSA AVEVA DETTO CONTE La lite era cominciata ieri sera dopo l’intervista di Conte a Frontiere su Raiuno. «Il sistema sanitario – ha osservato Conte – in Italia è di competenza regionale e non è predisposto per una emergenza nazionale. Per questo un coordinamento è necessario. Se non siamo coordinati non riusciremo a contenere il virus in modo efficace. Per questo domani mattina parlerò con tutti i governatori in videoconferenza, anche quelli delle Regioni che non sono coinvolti».
«Tutti dobbiamo perseguire un coordinamento. Se non ci riuscissimo saremmo pronti a misure che contraggano le prerogative dei governatori. Ma non dobbiamo arrivare a questo. Anche perché per ora la collaborazione è accentuata. il coordinamento funziona Ci aspettiamo un impatto sul contenimento. Ma se fosse necessario occorreranno misure centralizzate efficaci. Misure straordinarie».
foto e fonte leggo.it
