Santopadre da camminare. La scommessa si chiama TORRENTI, da marzo anche un donativo per i pellegrini

Santopadre da camminare

SANTOPADRE – Il nome, TORRENTI, deriva dalla torre-simbolo del paese in cui vivono i volontari che hanno dato concretezza al progetto: Santopadre; ma anche dall’impeto delle acque gelide e cristalline del fiume Melfa, polmone verde della Ciociaria incastonato tra le pareti delle montagne, laddove paesaggi ameni e selvaggi che si affacciano sul Tracciolino valgono un patrimonio naturalistico inestimabile. Si tratta di una neonata associazione che ha il chiaro intento di fare di Santopadre una Terra di Cammino tutta da esplorare, perché molto ha da offrire all’occhio del viandante attento, attratto più dalle meraviglie nascoste di un’Italia minore che dai grandi circuiti turistici di massa.

«Siamo prima di tutto dei volontari – spiega Roberta Marcuccilli, camminatrice e presidente dell’associane TORRENTI –, persone che dedicano il loro tempo libero al recupero, alla pulizia e alla manutenzione dei sentieri. Consapevoli che tanta natura ci ripaga ogni giorno, generosamente, delle fatiche affrontate per curarla e valorizzarla. Ci troviamo tra i boschi, su vecchie mulattiere dimenticate, dove ci rimbocchiamo le maniche per pulire e recuperare strade ormai in disuso con l’obiettivo di renderle di nuovo percorribili. Ci piace camminare perché è un’azione innata, spontanea, adatta a tutti. Un modo per affrancarci dai pensieri e dai ragionamenti di ogni giorno e incontrare chi, come noi, ama andare a piedi».

Un primo imponente lavoro di recupero, tutto a carico dell’associazione, si è concentrato sulla strada che da Santopadre porta alle Gole del Melfa, e quindi al Tracciolino, passando per Vallecontieri: un sentiero caratterizzato da scorci mozzafiato sul Melfa, che fino a poco tempo fa era impraticabile perché ricoperto da arbusti, spine e sterpaglie, e che ora è di nuovo percorribile a piedi, ma anche a cavallo o in mountain bike. Su questo percorso l’associazione ha già organizzato un primo trekking che ha richiamato a Santopadre più di cento camminatori provenienti da diversi punti della Ciociaria.

«Abbiamo capito bene che viaggiare a piedi è per molti una necessità – aggiunge Roberta Marcuccilli –.  C’è fame di incontri, c’è bisogno di parlare con qualcuno che sia presente anche fisicamente, di condividere esperienze vere come quelle che offre la strada. Gli italiani si muovono a piedi molto più di quanto possiamo pensare, non a caso sul cammino per Santiago sono secondi solo agli spagnoli. E nel 2018, per la prima volta, il numero di persone che ha intrapreso cammini nel Belpaese ha superato quello degli italiani che hanno ricevuto la Compostela a Santiago, a riprova del fatto che non c’è bisogno di prendere un aereo per godere di viaggi a piedi che ne valgano la pena».

Ora i saantopadresi si augurano che anche i viandanti impegnati sul Cammino di San Benedetto scelgano di passare sul loro territorio. A tal proposito, grazie alla generosità del parroco don Giuseppe Rizzo, i volontari dell’associazione TORRENTI stanno allestendo un donativo nella chiesa di San Folco Pellegrino, che sarà attivo da marzo, per permettere a chi lo vorrà di pernottarvi con un’offerta libera. Quello degli ospitaleri a donativo sui cammini italiani è un fenomeno piuttosto raro e rappresenterebbe indubbiamente una piacevole novità per i pellegrini.

 

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