Questo è il titolo che racchiude ciò che è successo venerdì 17 gennaio ad Arpino, che ha visto coinvolta una piccola parte degli alunni della scuola dell’infanzia e della scuola primaria dell’Istituto comprensivo Marco Tullio Cicerone, considerato che la presenza di bambini a scuola era quasi del 90%, lo dimostra anche il fatto che alla manifestazione non abbiano partecipato le scuole medie dei vari plessi. Questi a differenza della minima parte che ha manifestato, confermano la volontà di portare un cambiamento radicale ed organizzativo della vecchia scuola.
Nell’ultimo consiglio d’istituto si evince che l’articolazione del nuovo orario è stata studiata per rispondere a tutte le esigenze: formative, organizzative, gestionali al fine di migliorare quelle già in atto.
Tale articolazione nasce da una serie di esigenze: i bambini dei plessi di Arpino non hanno usufruito della mensa comunale fino al 17 dicembre e la stessa si è attivata solo dopo la sottoscrizione di servizi misti che ha previsto una collaborazione della Scuola con un impiego di personale interno all’Istituto. Ciò ha portato a ridefinire l’organizzazione oraria in modo da ridurre,laddove possibile, i rientri e dunque la refezione scolastica per evitare situazioni problematiche per il prossimo anno ( così come richiesto dal MIUR ) .
Con il vecchio orario si precludono a priori le iscrizioni al semiconvitto ( meno servizi educativi e meno opportunità formative per l’intera comunità) perché molte ore di attività didattica ad oggi coincidono con le ore di semiconvitto e questo non è praticabile; in più con il vecchio tempo scuola non sarà possibile svolgere i progetti Pon ( la vecchia gestione ha dovuto restituire 105000 euro di progetti europei, già finanziati,che avrebbero costituito rilevanti opportunità formative gratuite per i bambini).La nuova offerta formativa prevede attività orientative e laboratoriali in raccordo con Scuole secondarie di II grado e le Università da realizzarsi in orario pomeridiano. Se dovesse permanere il vecchio orario non sarà possibile offrire il servizio prescuola a titolo gratuito che ad oggi costa moltissimo in termini di risorse finanziarie e professionali ( servizio, tra l’altro, di competenza degli Enti locali che la Scuola si è accollata per evitare che bambini fossero lasciati da soli ,senza controllo, senza elenchi, senza registrazione alcuna, come succedeva in passato).Infine con il vecchio orario non ci saranno le condizioni per garantire il servizio di gestione mista al Comune di Arpino per il prossimo anno, perché se la Scuola non può accettare le iscrizioni al semiconvitto non avrà personale Ata per poter collaborare, ciò determinerà anche la perdita di molti posti di lavoro. Ci si dovrebbe concentrare piuttosto sui cambiamenti positivi intervenuti questo anno: servizio prescuola gratuito per tutti con sorveglianza di personale specializzato, maggiori garanzie per la sicurezza dei bambini (anche se il Comune continua a latitare rispetto a quanto richiesto) , maggiore rispetto delle regole, degli orari; incremento del personale con 2 unità aggiuntive di collaboratori scolastici richiesti ed ottenuti dal nuovo dirigente scolastico;tentativo di salvare molti posti di lavoro con il nuovo orario.
In più fino allo scorso anno scolastico la Scuola versava 1700 euro al mese per pagare il fitto di una cucina di proprietà del Comune e i dipendenti pubblici ( collaboratori, cuochi) lavoravano per offrire un servizio mensa (di competenza del Comune) oltre il loro carico di lavoro e con l’utilizzo di risorse statali destinate ai bambini.Oggi la Scuola non versa alcunché, usufruisce del servizio mensa e introita contributi per il sovraccarico di lavoro del personale.
COMUNICATO STAMPA
