Arpino (FR) – Paese in agonia, ma i dirigenti restano cinque

Arpino veduta

Tre anni fa, in un manifesto affisso sulle plance del paese, il sindaco Renato Rea informò gli arpinati che per esigenze economiche  (nuovo piano di rientro) avrebbe ridotto i dirigenti del Comune da cinque a tre (quando si è insediato nel 2013 erano quattro).
Ieri tuttavia lo stesso sindaco ha firmato cinque decreti di conferma fino al 31 dicembre del 2020 agli stessi ‘capisettore’, vale a dire Viscogliosi, Sacchetti, Rea, Gargaro e Lauro. In altre parole non solo non ha dato seguito a quello che lui stesso aveva solennemente scritto, ovvero ridurre i dirigenti da 5 a 3, ma li ha ‘rinnovati’ per gli ultimi tre anni confermandoli fino alla fine del prossimo anno. Non è chiaro se alle stesse condizioni economiche precedenti (i responsabili delle posizioni organizzative, oltre allo stipendio, hanno un’indennità ulteriore solitamente da 5mila a 8mila euro), certo è che in un paese in piena agonia, ormai al di sotto dei settemila abitanti, non in grado nemmeno di assicurare servizi certi alla cittadinanza (mensa scolastica in primis), sorprende la rinnovata ‘bugia’ propinata ai cittadini nel manifesto di tre anni fa. A questo poi si aggiunge che il personale del Comune si sta sfoltendo grazie ai prepensionamenti e quindi ci si chiede a chi i cinque dirigenti daranno gli ordini se la ‘truppa’ è ridotto e restano solo i ‘generali’? Senza contare che gli operai, quelli utili al paese, sono a orario part time.
Insomma, non solo Rea ha ‘gabbato’ gli arpinati, non solo non ha spiegato le ragioni del ripensamento spendendo soldi che diceva di non voler spendere, ora rinnova la dirigenza come se il Comune di Arpino navigasse nell’oro e non fosse sull’orlo del dissesto.

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