Il nuovo anno scolastico è appena cominciato: in questi giorni sono stati tanti i comunicati di augurio espressi dalle Istituzioni, rivolti agli studenti ed alle loro famiglie. Parole di giubilo e buoni auspici per il futuro che hanno motivato ed incoraggiato l’entusiasmo del rientro nelle classi. Di riflesso, una giovane mamma arpinate esterna tutta la sua plausibile preoccupazione: un post su facebook che ha raccolto tantissimi consensi e la condivisione di un punto di vista obiettivo, comune a molti genitori.«Ho letto un invito agli studenti ad “impiegare bene il tempo che trascorrono a scuola, di usare gli strumenti che i docenti forniscono loro per comprendere meglio la realtà che li circonda”: mi chiedo se Antonio Pompeo, Presidente della Provincia di Frosinone, sia consapevole che in molti Istituti superiori ad indirizzo professionale manchino proprio le attrezzature necessarie per approfondire lo studio e la pratica del rispettivo orientamento. Per non parlare delle palestre, delle aule-computer e della sala mensa: mio figlio piccolo frequenta la quinta elementare e, insieme ai suoi compagni di plesso, fa attività motoria stando seduto al banco, perché la struttura non ha spazi adibiti; un altro frequenta la seconda media e mangia il pranzo nella stessa aula in cui segue le lezioni perché non c’è la sala mensa; il maggiore frequenta le superiori ed i computer che hanno a scuola sono obsoleti o danneggiati, per cui non possono essere usati. In un altro comunicato ho letto che “la scuola può diventare il luogo in cui sentirsi accolti, protetti ed ascoltati”: uno dei miei figli ha un ritardo cognitivo e le ore messe a disposizione per il sostegno sono ogni anno di meno. Mi rendo conto della sua difficoltà a seguire le insegnanti, a stare al passo con i suoi compagni e mi si stringe il cuore: sono consapevole del “peso” che il ritardo di mio figlio rappresenti per la classe. Un peso che grava anche sui docenti e gli altri alunni, spesso costretti a rallentare il ritmo, a fermare le lezioni, a non riuscire concludere il programma previsto: la carenza di personale, l’insufficienza del monte ore, le limitazioni delle mansioni non concedono alla classe di avere una formazione completa. A tutto questo si aggiunge la preoccupazione sui servizi, prestazioni ben pagate che spesso diventano azzardate: gli autobus sono “traboccanti” di studenti, più di quanti ne possano portare, mentre i pulmini del trasporto scolastico sono veicoli ormai troppo datati per poter circolare in maniera sicura. È impossibile considerare, poi, che Arpino ha le aliquote nettamente superiori ai paesi limitrofi. Mi rammarico, per concludere, che nessun messaggio di augurio e di “speranza” sia stato espresso dal nostro Sindaco, Renato Rea, o dal consigliere Niccolò Casinelli, con delega alla Cutura: ad inizio di un nuovo anno scolastico, una nuova “avventura”, mi avrebbe fatto piacere la vicinanza dell’Amministrazione Comunale».Considerazioni ragionate, radicate nella realtà dei fatti, che nulla tolgono alle belle parole espresse nei comunicati di questi ultimi giorni: affinché le “belle parole” siano supportate quantomeno dalla volontà di sostenere l’Istituzione Scolastica come luogo di formazione culturale ed educativa dei nostri figli, ovvero le generazioni future.
SaP
Arpino (FR) – Le considerazioni di una mamma preoccupata sconfessano tanti proclami
