Sora / Isola del Liri, il balletto dei dehors

dehors

Di Augusto D’Ambrogio.
A Sora come anche poco tempo fa ad Isola del Liri è cominciato il balletto dei dehors. Amministrazioni comunali che non riescono a dipanare una complessa matassa che riguarda appunto le autorizzazioni di queste strutture amovibili a supporto delle attività di somministrazioni di alimenti e bevande che rappresentano, al tempo stesso, degli elementi di arredo urbano per i centri urbani e delle strutture necessarie per lo sviluppo delle vocazioni turistiche delle nostre cittadine e della crescita economica delle attività stesse. A Sora stanno fioccando le ordinanze di revoca di dehors precedentemente autorizzati e che ora, all’inizio della stagione estiva, si vedono costretti a smontare tutto e a ripresentare nuove domande. Ad Isola del Liri è successa la stessa cosa pochi mesi fa e solo dopo l’approvazione del nuovo regolamento si è proceduti ad autorizzare nuovamente alcuni dehors anche se sembra solo in maniera provvisoria. La materia è sicuramente complessa e riguarda aspetti urbanistici, edilizi, paesaggistici e regolamentari non spesso di facile interpretazione e variano a secondo del tipo di struttura e del tipo di tutela paesaggistica a cui un’ area è sottoposta. Ad Isola del Liri la questione fù affrontata nel corso di un consiglio comunale dove l’ex vicesindaco Angelo Caringi contestò duramente, con la presentazione di puntuali osservazioni, la scelta dell’amministrazione Quadrini di approvare un nuovo regolamento quale variante normativa al PRG, stante anche la lunghezza dell’iter autorizzatorio, quando invece le nuove normative in materia ediliza e soprattutto in materia paesaggistica da parte del Mibac permettono di poter affrontare più velocemente e agevolmente le autorizzazioni di questo tipo di strutture. Paradossalmente sembrerebbe quasi che il nuovo regolamento abbia complicato le cose e che le attuali concessioni provvisorie rilasciate siano ancora in contrasto con le disposizioni di legge nazionali in materia appunto di interventi edilizi e di vincoli paesaggistici. Resta il fatto che esercenti commerciali si vedono costretti a mandare in fumo investimenti, posti di lavoro e programmi di sviluppo delle proprie attività e di tutto il territorio di fronte alla incapacità delle amministrazioni comunali, dei politici e dei responsabili preposti, di fornire risposte certe e definitive alla problematica.
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