La politica del “politichese” Made in Italy da ieri è costretta a dire “pane al pane e vino al vino”. E’ costretta a chiamare le cose per nome. Stavolta non è vero che hanno vinto tutti. Le elezioni 2019 le ha vinte uno solo, Salvini, con la sua Lega, aggiudicandosi ben 27 seggi a Bruxelles.
Se proprio vogliamo essere precisi, hanno vinto in due: oltre al vice Ministro Salvini c’è la Meloni co Fratelli d’Italia , con un trionfo che vede raddoppiare i consensi in tutta Italia .
Caso mai non ha perso uno solo. Anche se c’è sconfitta e sconfitta e, sempre, c’è il padre (presunto o no) di tutte le sconfitte. Il grande sconfitto è stato Di Maio dei 5 stelle.
E più in generale: Forza Italia mantiene ma non convince, il Pd prende una boccata di ossigeno rallentando una agonia che durava da troppo.
In altre parole: trionfa la Meloni, comanda Salvini, perde Di Maio, Pe stabile e sinistra disfatta.
Si lecca le ferite Di Maio per il fallimento del suo “Si può fare”. In Italia non c’è più un parlamentare comunista o socialista!
Dopo il fascismo è la più cocente sconfitta del centro sinistra nella storia d’Italia. E’ un terremoto. Tutto qui. Non è poco. Dal versante dei grillini si spara a pallettoni contro il leader del Partito penta stellato – gridando che – ha spalancato le porte del governo a Salvini, Meloni e Berlusconi che forse se si andrà al voto resterarro al potere per molti anni.
Potrei definirla la Waterloo della sinistra”.
Anche nel Pd la delusione è palpabile, non c’è stato questo grande risveglio politico, diciamo hanno bloccato un emorragia. C’è chi dice a bassa voce che anche Zingaretti ci ha messo del suo.
Ma se Atene piange Sparta di certo non ride.
Come sempre, chi si contenta gode.
Il Pd aveva una strategia chiara: correre da soli.
Il risultato è stato quello di distruggere il centro sinistra (all’insegna dello slogan del voto utile, lo stesso usato dalla Dc di Moro e Zaccagnini nel 1976 per contenere l’avanzata del Pci di Berlinguer) e di dar via libera alla vittoria del centro destra.
Il Pd segna un modestissimo incremento rispetto alle elezioni precedenti, ma cannibalizzando il centrosinistra e prosciugando i potenziali alleati, perde le elezioni e consegna l’Italia a Salvini, Meloni e Berlusconi. Questo è il dato politico.
Come si dice, l’operazione è riuscita ma il paziente è morto. In questo quadro partirà mai il dialogo fra maggioranza e opposizione sulle riforme? Ma soprattutto riuscirà Salvini a portare un forte messaggio di cambiamento in Europa?
di Antonio Gentile
