Frosinone – Sardellitti: “Il Lazio Pride? La manifestazione deve essere tenuta nel centro del capoluogo, non relegata in periferia”

lazio pride

Il Lazio Pride è un’ondata di fresca libertà e rappresenta un’opportunità straordinaria per la città di Frosinone. Ritengo che la manifestazione del prossimo 22 giugno debba essere analizzata e contestualizzata senza alcun pregiudizio.Cominciamo con il sottolineare che Frosinone è stata scelta per il fatto di essere stata la più indicata sui social network. Questa circostanza non può non essere valutata, perché vuol dire che c’è stata una forte pressione da parte del territorio, specialmente da parte di chi è stanco di nascondersi o di essere discriminato per il proprio orientamento sessuale. Negare questo elemento significa voler chiudere gli occhi di fronte ad un’aspettativa che nasce dal rispetto di un diritto ma anche da un evidente disagio.In secondo luogo, visto che le due precedenti manifestazioni del Lazio Pride si sono svolte a Latina, l’evento del 22 giugno dà la possibilità a Frosinone di dimostrare di essere un capoluogo all’altezza della situazione, con un respiro politico, sociale e culturale più ampio di quello del quale veniamo accreditati da moltissimi luoghi comuni.Per la sottoscritta il 22 giugno sarà un giorno di festa. Sono perfettamente consapevole che il Gay Pride ha anche elementi di folklore (i carri, i colori, gli slogan, le “provocazioni”) e che quel folklore può creare turbamento in alcuni. Ma quel folklore trasmette in realtà dei messaggi, che vanno inquadrati in un perimetro civico di rispetto e di tolleranza. Il Gay Pride è una opportunità importante per lanciare messaggi di solidarietà nei confronti di una minoranza che va tutelata e che merita un riconoscimento di dignità. E di orgoglio. D’altronde non si chiamerebbe Pride.Si tratta di un’ondata di fresca libertà: è così che vedo e sento l’evento. E’ importante lottare e far valere a viso aperto i diritti di chi in passato ha subito soprusi, angherie ed umiliazioni. E che in molti casi, purtroppo, continua a subirli.E veniamo al percorso del Gay Pride a Frosinone: è importante che sia definito nel cuore del capoluogo. Altrimenti che senso avrebbe? Che senso avrebbe, aggiungo, confinarlo in località Casaleno? E non è affatto vero, come ho sentito in questi giorni, che un evento del genere andrebbe a penalizzare i negozi e le attività di Frosinone. Al contrario determinerebbe dei vantaggi. Non si può relegare il Gay Pride in periferia: sarebbe un evidente ed enorme segnale di debolezza e di mancanza di coraggio. Certamente potranno esserci degli atteggiamenti sopra le righe, certamente mi aspetto polemiche e perfino parole in libertà. Ma alla fine è la sostanza che conta: il Gay Pride a Frosinone è un’opportunità, una giornata di festa e un’occasione per affermare diritti. C’è bisogno di un’apertura totale nei confronti della manifestazione. Occorrono coraggio, responsabilità, rispetto e tolleranza.
 Comunicato stampa  a firma di  Alessandra Sardellitti ,Consigliere comunale PD, Consigliere provinciale PD  

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