Il bilancio di previsione può attendere. Lunedì pomeriggio in aula la maggioranza del sindaco Rea ha ritirato i punti legati al documento contabile di programmazione ed ora potrà procedere solo con la limitazione dei “dodicesimi”. In consiglio, convocato a seguito della diffida del Prefetto, si è distinta la minoranza: Forte, Iafrate, Martino e Quadrini hanno messo spesso in difficoltà chi governa il paese. In particolare sullo stesso Bilancio di previsione. Se da una parte la maggioranza ha rimandato tutto alla fine di luglio a seguito della proroga concessa, dall’altra l’opposizione ha chiesto di approvarlo comune e di apportare variazioni in seguito in modo da evitare l’amministrazione in “dodicesimi” e quindi consentire una gestione ‘normale’ del Comune. Ma Rea e compagni hanno risposto picche. Eppure i problemi si devono ad una scelta fatta all’epoca in cui il piano di rientro economico passò da decennale a trentennale. ‘Manovra’ che la Corte Costituzionale ha recentemente bocciato. Una decisione politica, magari per avere più liquidità, cioè soldi da spendere, in contrasto con il piano originario approvato (si esultava all’epoca) dalla Corte dei Conti. E così sul Comune, al settimo anno di amministrazione Rea, si addensano nuove nubi minacciose per una scelta che alla fine si è rivelata sbagliata. Opposizione all’attacco in aula anche sulla sdemanializzazione di una strada. Argomento che ha suscitato polemica, sul quale non è stato possibile avere contezza. Alla fine la maggioranza, ancora in evidente difficoltà, ob torto collo ha dovuto ritirare il punto all’odg. Ed ancora: i consiglieri dell’opposizione hanno evidenziato la loro contrarietà all’aumento (facoltativo) del compenso al Revisore. L’ennesima dimostrazione che in Municipio i soldi ci sono sempre per l’apparato amministrativo, comprese le indennità degli amministratori e le promozioni a valanga del personale, ma non per qualche palata di asfalto o per una lampadina da sostituire.
Luca Reale
