Era il 7 gennaio del 1978 quando, intorno alle 18:20 di un freddo pomeriggio d’ invernoun commando armato si recò davanti la sede del M.S.I. di Piazza Acca-Larenzia, aprendo il fuoco su un gruppo di ragazzi iscritti al movimento di estrema destra Fronte Della Gioventù, uccidendone due e ferendo gravemente una terza persona. Franco Bigonzetti e Francesco Ciavatta, rispettivamente di 19 e 18 anni rimasero uccisi in quello che ancora oggi viene ritenuto uno degli attentati più voli a sfondo politico. Poche ore più tardi, negli scontri scoppiati con le forze dell’ ordine durante una protesta organizzata dai militanti missini, morì un terzo giovane Stefano Recchioni di anni venti, colpito in piena fronte da un colpo esploso da un capitano dei carabinieri. In ricordo di questa tragedia abbiamo raccolto le opinioni di Roberto Mollicone responsabile cittadino di CasaPound Italia. “La strage di Acca-Larenzia ha per tutti gli esponenti di una certa area, un significato particolare. In quegli anni molti militanti dell’ estrema destra, venivano uccisi in modo barbaro e vigliacco. Senza dubbio la strage di Acca-Larenzia, cambio e non poco lo scenario politico di quei tempi. Come ogni anno anche noi saremo presenti alla manifestazione organizzata da CasaPound Italia, in ricordo di questi tre ragazzi che pagarono con il sangue il fatto di credere in qualcosa che per molti era considerata un idea sbagliata. La cosa che fa più rabbia è che su molti di questi delitti non è ancora stata fatta giustizia, e gli autori a distanza di più di quarant’anni, sono rimasti impuniti. Noi continuiamo a ricordare quei ragazzi prendendoli come esempio, perché non è da tutti, soprattutto al giorno d’ oggi, morire per qualcosa in cui si crede fermamente.”
Acca Larenzia: Una strage che non va dimenticata
