Sanità, Ciacciarelli: “Il tribunale per i diritti del malato boccia il Lazio per le liste di attesa, quadro sanitario triste”

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“Secondo l’Istat circa 2 milioni di persone in Italia rinunciano alle cure, visite o accertamenti specialistici, a causa delle liste di attesa. A rinunciare maggiormente sono i cittadini tra i 45 ed i 64 anni. Secondo quanto rivela il VI Osservatorio civico sul federalismo in sanità del Tribunale per i diritti del malato la Regione Lazio è bocciata circa le liste di attesa, tanto che si registrano file estenuanti anche per i malati oncologici. La Regione, infatti, conquista la maglia nera nazionale per il trattamento del tumore all’utero: i tempi di attesa variano tra gli 11 nella P.A di Bolzano ed i 34 del Lazio. Come recita il Rapporto, nel Lazio si riscontra il maggiore peggioramento di tutte le liste di attesa, non solo delle liste relative ai malati oncologici. Un peggioramento nel Lazio (19,3 %), Calabria (16,1%), Sicilia, Sardegna, Marche e Lombardia (9,7%). In queste regioni si attende per la prima visita diagnostica da 10 mesi a due anni, 4 mesi per il riposizionamento di un catetere venoso, da sei mesi a un anno per visite di controllo, e lo stesso per interventi chirurgici, mentre le attese più lunghe si registrano per esami diagnostici quali Tac o risonanza magnetica. Ciò determina il frequente ricorso alle visite in intramoenia. Questo è il quadro della sanità nazionale e regionale. Ai fini dell’abbattimento delle liste di attesa è indispensabile l’incremento dell’organico.” E’ quanto dichiara il Presidente della V Commissione Cultura, Spettacolo, Sport e Turismo della Regione Lazio, il Consigliere Regionale Pasquale Ciacciarelli.

Comunicato stampa

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