Ormai manca poco. Dopo 5 anni di Amministrazione Rea, domenica la città di Arpino torna al voto per eleggere il nuovo sindaco. Che sindaco è stato Renato Rea?
Questo credo debbano dirlo i miei concittadini. Lo faranno domenica quando saremo tutti chiamati a scegliere il nuovo sindaco. La mia più grande soddisfazione oggi è che riconsegno alla città un Ente in via di risanamento rispetto al 2013, non più moribondo. In questi anni l’impegno da parte mia e di alcuni amministratori è stato massimo. Con non poche difficoltà abbiamo rigenerato il Comune che, lo ricordo, era in predissesto. Nel 2013 Arpino veniva da un commissariamento, da un piano di rientro, con un buco di bilancio pari ad € 4.779.000, cui vanno aggiunti debiti fuori bilancio che hanno portato il passivo a circa 6 milioni.
Non è stato facile, ma grazie alla competenza e al nostro rigore morale la Città di Arpino è uscita dal tunnel. I cittadini questo lo sanno. Abbiamo sempre agito alla luce del sole, nell’esclusivo interesse dalla città. Abbiamo chiesto sacrifici ai cittadini, li abbiamo fatti insieme, coscienti che fosse l’unico modo per ricostruire fondamenta veramente salde. Dunque, sono fiducioso per il futuro. I veleni della campagna elettorale non possono trasformare la realtà.
In queste settimane insieme alla lista “Avanti Arpino” abbiamo portato avanti una campagna elettorale seria, modesta, fatta di verità e con dati precisi e non chiacchiere. Non abbiamo risposto alle provocazioni, non ci siamo fatti trascinare in basso. Abbiamo descritto cosa abbiamo trovato nel 2013, raccontato cosa abbiamo fatto in questi cinque anni e proposto i nostri progetti per i prossimi cinque.
Dalle altre parti non potevano parlare del passato perché in tutte le liste ci sono protagonisti dello sfascio creato negli ultimi 20 anni e che sembra abbiamo creato noi. Non hanno parlato di futuro perché non hanno progetti realizzabili, al di là delle promesse di posti di lavoro e della realizzazione di opere impossibili per le finanze comunali.
C’è chi ha denigrato l’avversario (anche con fotomontaggi di cattivo gusto); chi ha criticato la nostra amministrazione e quelle passate, non rendendosi conto di aver imbarcato sulla propria nave quasi la metà della nostra bistrattata squadra e un altro terzo di vecchi politici responsabili anche loro dello sfascio da noi ereditato. Arpino non ha bisogno di questo ma di persone che sanno prendersene cura e che hanno nell’interesse generale l’unico, esclusivo, fine. Dunque, dopo tanto sacrificio oggi guardo al futuro con fiducia perché Arpino ha vinto la sua sfida più difficile e la squadra che proponiamo è più forte e competitiva rispetto a cinque anni fa.
Qual è stato il leitmotiv del tuo mandato?
Non uno soltanto. E’ vero, l’Amministrazione Rea ha avuto alla sua base il rigore dei conti che, lo sappiamo, dovevano tornare a posto. Il piano di rientro ci ha limitato molto: pensate soltanto a quanto si sarebbe potuto fare se tutti i soldi che abbiamo dovuto impiegare per ripianare i debiti si fossero tradotti in opere sulla città.
Mentre con una mano provvedevamo a ripianare parte del debito, con l’altra mano abbiamo predisposto numerosi progetti, completato opere ferme (Scuola Pagnanelli, Palazzo Sangermano, Palazzo Merolle, Torre di Civitavecchia) e inoltrato numerose richieste di finanziamento, di cui alcune già ottenute (Messa in sicurezza della discarica di Vallefredda, Isola ecologica e compostaggio, Efficientamento energetico della scuola media capoluogo e del palazzo comunale, Dissesto idrogeologico, Lavori al convitto/liceo).
Abbiamo lanciato l’idea di destinare il palazzo Sangermano ad una attività sociale di grande rilievo quale può essere una casa di riposo per anziani per far capire che noi pensiamo in grande e non alle promesse personali. In questo modo, e soltanto grazie a questo, credo che Arpino oggi può guardare al futuro con ottimismo.
Penso ad esempio ai 2,8 milioni di finanziamento che ci è stato concesso per il dissesto idrogeologico. Con questi danari potremo intervenire e mettere in sicurezza centro e periferie. Torno su questo perché il filtro distorto della campagna elettorale ha portato qualcuno a dire che questo finanziamento sarebbe non vero. Come pure sento chi dice che il presidio sanitario che sta per riaprire, non sarebbe ricompreso nei piani della Regione e della Asl stessa. Alla città dico: i documenti parlano chiaro, il finanziamento c’è (Decreto del Ministero dell’Interno di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze di cui all’art 1, commi da 853 a 861 della legge n.205 del 27 dicembre 2017 con i quali sono stati ammessi a contributi 146 comuni su base nazionale tra i quali Arpino per l’importo di € 2.893.460,00) come pure ci sono gli operai al lavoro presso l’ex ospedale. Sulla riapertura dell’ospedale poi, non ho fatto io una nota stampa ma è stata la Asl (nota Prot. n 41771 del 10/05/2018 che fra l’altro richiama l’atto deliberativo n. 982 dell’08/05/2018 approvato dal Commissario Macchitella) che comunica che al vecchio ospedale verranno attivati un centro prelievi, un CUP (Centro Unico di Prenotazione), un PUA (Punto Unico di Accesso), un ambulatorio infermieristico e un centro di odontoiatria sociale.
Qualcuno sostiene che l’Amministrazione Rea non ha referenti in Regione Lazio. Tu cosa vuoi dire in merito?
Se non ho riferimenti io in Regione, visto che due mesi fa ho partecipato alla consultazione elettorale regionale nella lista civica “Zingaretti Presidente”, chi li ha? A ribadire la vicinanza della Regione alla Città c’è domani pomeriggio (7 giugno) la visita del vice presidente della Regione Lazio, Massimiliano Smeriglio, che ringrazio in anticipo. Colgo l’occasione per invitare la cittadinanza a partecipare. Il vice presidente arriverà alle 18,30 in piazza Municipio. Con lui e con il presidente Nicola Zingaretti c’è stima e reciproca fiducia e l’intento di lavorare insieme.
Ultima domanda. Che voto credi sarà quello di domenica?
Mi auguro un voto libero e di riscatto e che non si frammenti verso amici e conoscenti che, per quanto seri e stimabili, non fanno parte di squadre affidabili. Un voto sereno e di speranza. Quello di una città che non vuole tornare indietro ma che vuole andare avanti per riconquistare definitivamente quanto le è stato ingiustamente tolto e che noi stiamo restituendo. C’è tanto ancora da fare. C’è da portare a compimento un percorso avviato nel 2013. I prossimi saranno anni fondamentali per la città di Arpino ed è con questo presupposto che abbiamo dato vita alla lista “Avanti Arpino”, a mio parere la più qualificata per garantire risposte vere e concrete ai cittadini.
