Arrestato, processato e subito rimesso in libertà il migrante che, ieri mattina a Frosinone, dopo aver seminato il panico all’ufficio postale ha colpito uno dei carabinieri intervenuti, scaraventandolo a terra e facendogli perdere conoscenza. Tutto nell’arco di ventiquattro ore.
Godsent Harmony, nigeriano di 20 anni, richiedente asilo, inizialmente ospite in un centro di Piedimonte San Germano e poi stabilitosi a Frosinone con il vizietto del gioco d’azzardo, si è scagliato prima contro il direttore delle Poste, prendendo a calci la vetrata dell’ufficio terrorizzando gli utenti in quel momento in fila poi il ha successivamente scaraventato a terra uno dei militari giunto sul posto, Michele De Filippo, al quale i medici assegneranno una prognosi di 25 giorni, ed infine ha cercato di fuggire a piedi dopo che ha cercato di dileguarsi facendosi largo con una spranga di ferro. Fermato da altri carabinieri intervenuti e arrestato con le accuse di resistenza, violenza e lesioni a pubblico ufficiale, questa mattina è stato processato con rito direttissimo, condannato dal Tribunale di Frosinone a due anni e mezzo di reclusione e, come prevede la norma, rimesso in libertà perché richiedente asilo motivo per cui, tra l’altro, non sarà possibile neppure emettere il decreto di espulsione nei suoi confronti. L’IRA DI SALVINI: «Avendo problemi con il bancomat, Godsent Harmony, nigeriano ventenne, ieri a Frosinone ha pensato bene di aggredire gli impiegati dell’ufficio postale e di mandare all’ospedale un carabiniere, tentando anche di colpirlo con una spranga». Lo scrive su Facebook, il leader della Lega, Matteo Salvini. «Processato stamattina, è stato condannato ma subito rimesso in libertà, e non può essere espulso perché richiedente asilo. Roba da matti. Ma la musica presto cambierà!», conclude Salvini. Il post di Salvini, dopo un’ora, alle 18.05, ha registrato 18.500 like, 5.400 condivisioni e 6.850 commenti. GIORGIA MELONI, presidente di Fratelli d’Italia, su Facebook scrive: «Solidarietà al carabiniere brutalmente aggredito a Frosinone da un nigeriano – richiedente asilo – mentre tentava di sedare una lite all’ufficio postale. Nella mia Italia tutto ciò è inaccettabile».
Godsent Harmony, nigeriano di 20 anni, richiedente asilo, inizialmente ospite in un centro di Piedimonte San Germano e poi stabilitosi a Frosinone con il vizietto del gioco d’azzardo, si è scagliato prima contro il direttore delle Poste, prendendo a calci la vetrata dell’ufficio terrorizzando gli utenti in quel momento in fila poi il ha successivamente scaraventato a terra uno dei militari giunto sul posto, Michele De Filippo, al quale i medici assegneranno una prognosi di 25 giorni, ed infine ha cercato di fuggire a piedi dopo che ha cercato di dileguarsi facendosi largo con una spranga di ferro. Fermato da altri carabinieri intervenuti e arrestato con le accuse di resistenza, violenza e lesioni a pubblico ufficiale, questa mattina è stato processato con rito direttissimo, condannato dal Tribunale di Frosinone a due anni e mezzo di reclusione e, come prevede la norma, rimesso in libertà perché richiedente asilo motivo per cui, tra l’altro, non sarà possibile neppure emettere il decreto di espulsione nei suoi confronti. L’IRA DI SALVINI: «Avendo problemi con il bancomat, Godsent Harmony, nigeriano ventenne, ieri a Frosinone ha pensato bene di aggredire gli impiegati dell’ufficio postale e di mandare all’ospedale un carabiniere, tentando anche di colpirlo con una spranga». Lo scrive su Facebook, il leader della Lega, Matteo Salvini. «Processato stamattina, è stato condannato ma subito rimesso in libertà, e non può essere espulso perché richiedente asilo. Roba da matti. Ma la musica presto cambierà!», conclude Salvini. Il post di Salvini, dopo un’ora, alle 18.05, ha registrato 18.500 like, 5.400 condivisioni e 6.850 commenti. GIORGIA MELONI, presidente di Fratelli d’Italia, su Facebook scrive: «Solidarietà al carabiniere brutalmente aggredito a Frosinone da un nigeriano – richiedente asilo – mentre tentava di sedare una lite all’ufficio postale. Nella mia Italia tutto ciò è inaccettabile».
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