Cassino (FR) – Operazione “DUST OF DEATH”: otto arresti

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Con l’operazione convenzionalmente denominata “DUST OF DEATH” i Carabinieri della Compagnia di Cassino,  nelle prime ore della mattinata odierna, hanno eseguito otto ordinanze di custodia cautelare in carcere ed ai domiciliari – emesse dal GIP del Tribunale di Cassino – Dott. Salvatore Scalera e richieste dal Pubblico Ministero Dott.ssa Chiara D’Orefice, nei confronti di altrettante persone accusate a vario titolo ed in concorso fra loro di un radicato ed esteso traffico di sostanze stupefacenti del tipo eroina e cocaina.L’indagine traeva origine dagli accertamenti svolti in merito alla morte, collegata all’utilizzo di sostanze stupefacenti del tipo eroina,  di M. S. A., dai quali emersero  indizi di colpevolezza a carico di uno degli indagati,un  noto spacciatore del luogo, in merito alla cessione di alcune dosi di eroina, parte delle quali rinvenute sul luogo del ritrovamento del cadavere (Cassino 25.11.2015 presso attività ricettiva “TOSELLI House”).Sulla base degli elementi raccolti vennero attivate una serie di operazione di captazione, integrate da servizi di O.C.P. e numerosi sequestri penali e amministrativi, che evidenziarono una fluente attività di spaccio, condotta ed organizzata da una coppia di origine campana stanziatasi da qualche anno nell’hinterland Cassinate, la quale per la commercializzazione al dettaglio si avvaleva di diversi spacciatori locali, mentre per l’approvvigionamento delle sostanze stupefacenti faceva capo a rifornitori operanti sia sul litorale domizio sia sulla piazza di spaccio di Napoli Secondigliano.
Nel corso dell’indagine affiorava,  fin da subito,  la scaltrezza  delinquenziale degli indagati atta ad eludere eventuali attività investigative a loro carico, infatti non solo ricorrevano all’utilizzo di linguaggio criptico e/o di  copertura nelle conversazioni telefoniche,  ma  erano soliti:utilizzare social network, quali WhatsApp  e/o Facebook,  per impedire di tracciare sia le comunicazioni tra loro che quelle con i loro clienti,utilizzare schede telefoniche intestate a terze persone,  in modo da impedire una loro rapida identificazione,provvedere a cambiare schede telefoniche utilizzate ogni qual volta incappavano, sia loro stessi che i loro complici impiegati nella vendita delle sostanze stupefacenti, in controlli delle Forze di Polizia,ricorrere all’utilizzo di più schede telefoniche intestate ad un solo indagato per comunicare tra loro, in modo da ostacolare eventuali collegamenti tra i vari complici.L’attività investigativa, durata circa tre mesi, permetteva di arrestare in flagranza di reato due pusher locali, di denunciare in stato di libertà altre quattro persone per detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio, di segnalare alla Prefettura di Frosinone tre assuntori di eroina, e di sottoporre a sequestro circa 150 grammi di eroina, 100 ml di metadone, vari bilancini di precisione,  sostanze da taglio e materiale per confezionamento.Ulteriori riscontri a carico dei vari indagati  sono stati acquisiti:

  • dalle dichiarazioni rese da diversi acquirenti di eroina;
  • dalle dichiarazioni, senza indicare i nomi, rese da un pusher nel corso dell’udienza di convalida del suo arresto, davanti al GIP   Lanna,  che evidenziano in maniera chiara il modus-operandi adottato dal trio P.L.-I.P. e S.O. ed anche la loro supremazia criminale atta ad incutere timore sui restanti complici e/o semplici acquirenti.

Espletate le formalità di rito, gli arrestati venivano trasferiti presso diverse case circondariali.
Comunicato stampa

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