Sicurezza Carceri, Ciacciarelli: “L’episodio di Cassino eloquente : il Ministero e gli enti del territorio riconvertano strutture dismesse come soluzione al sovraffollamento “

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Sovraffollamento, carenza di organico e sicurezza. La situazione nelle carceri della provincia di Frosinone amplificata da numeri ed episodi di violenza non più tollerabili. La recente aggressione ai danni di cinque agenti di polizia penitenziaria, che ha avuto luogo presso la casa circondariale di Frosinone, le fiamme all’interno di quella di Cassino, fotografano una realtà non più gestibile e sempre sul filo del rasoio. L’emergenza sicurezza che vivono le carceri del Lazio è strettamente legata al sovraffollamento, a cui si aggiunge la carenza di organico. I dati evidenziati da Fns Cisl circa la popolazione carceraria sono a dir poco allarmanti. Confrontando i dati di fine 2017 con i dati relativi alla fine del 2016 nella nostra regione risulta essere in aumento di ulteriori 108 detenuti, con un esubero di 197 detenuti in provincia di Frosinone. Ebbene, ritengo che si debba necessariamente incrementare l’organico, affinchè sia proporzionale al numero di detenuti. È neccessario accendere i riflettori sui rischi a cui sono costantemente esposti gli agenti di polizia penitenziaria. Si tratta di lavoratori che servono lo Stato, ma che, ad oggi, sono poco tutelati e lo dimostra lo stesso episodio di Cassino. Aumentare le misure di sicurezza è necessario per prevenire episodi di violenza, sempre più frequenti, gesti di autolesionismo che talvolta hanno un esito drammatico, e nel contempo, mettere il personale che vi opera nelle condizioni di poter prestare servizio in sicurezza. Ritengo, infine, che il Ministero di Grazia e Giustizia, attraverso una cooperazione con gli enti del territorio, debba provvedere a ricercare delle strutture ad oggi dismesse riconvertendole, in modo da poter combattere il sovraffollamento in istituti che appaiono al collasso. La situazione odierna si ripercuote inevitabilmente sul percorso rieducativo a cui sono sottoposti i detenuti delle nostre carceri, pertanto intervenire è un obbligo.

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