Il canone Rai è la tassa più odiata dagli italiani. Secondo i dati raccolti da una società di sondaggi, il 49% degli italiani non ama pagare una tassa per guardare i canali del servizio pubblico e vorrebbe venisse abolita. La protesta dei cittadini è aumentata da quando la Rai ha deciso di non trasmettere in diretta tv alcuni grandi appuntamenti, come i mondiali di calcio. È la prima volta che accade. Ed è a rischio anche la Formula1. Tutto a beneficio della concorrenza privata. L’azienda, a detta di molti, fa scelte di segno contrario per di più spendendo soldi in costose collaborazioni e per acquistare prodotti da società esterne. I cittadini vogliono una Rai Servizio Pubblico che trasmetta sempre con maggiore qualità. Ritengono inaccettabile che ormai lo sport, i migliori film o fiction, siano un privilegio per i pochi che possono permettersi un abbonamento alla pay tv. Non è dello stesso avviso il Presidente del Senato e leader di Liberi e Uguali, Pietro Grasso, che commenta così la proposta di abolire il canone Rai, a margine della sua visita al presidio dei circa 300 lavoratori in lotta della Ideal Standard, che a febbraio rischiano il posto di lavoro mentre i politici usano questa lotta per la loro passerella elettorale: “Ormai se ne sparano tante: questa del canone mi sembra una come tante altre: non si può valutare un problema in questo modo, senza approfondirlo e valutarne le conseguenze”.
Luca Reale
Luca Reale
