Cambia la web tax: l’imposta sulle transazioni digitali passa dal 6%, così come fissato al Senato, al 3% e, diversamente da quanto ipotizzato all’inizio, non viene allargata all’e-commerce. Si stima un gettito all’anno pari a 190 milioni. Lo prevede uno degli emendamenti del relatore alla manovra, Francesco Boccia (Pd), approvato in commissione Bilancio alla Camera.Scompaiono sia le comunicazioni all’agenzia delle Entrate e dunque lo spesometro per tracciare le imprese digitali, sia il credito d’imposta riconosciuto alle imprese residenti per evitare doppie tassazioni e scompare anche il ruolo di sostituti d’imposta a carico delle banche. Non saranno comunque penalizzate le piccole imprese in contabilità semplificata e i cosiddetti minimi. L’entrata in vigore resta fissata al 1 gennaio 2019.
Nella versione dell’emendamento alla manovra approvata in commissione salta dunque il meccanismo del credito d’imposta: la nuova imposta sulle transazioni digitali sarà prelevata con l’applicazione di una ritenuta; prevista anche una misura “salva” Pmi e start up perché l’obbligo di versamento delle imposte scatta quando in un anno solare sono state effettuate almeno 3.000 transazioni digitali.Nuovi servizi farmacie, via a sperimentazione – Via libera alle cosiddette “farmacie dei servizi” in nove Regioni italiane nel triennio 2018-2019. Si tratta di servizi di assistenza domiciliare, dalle prestazioni fisioterapiche a quelle infermieristiche, passando anche per la prenotazione di visite specialistiche presso il sistema sanitario nazionale. Sarà un decreto del ministero della Salute a stabilire quali saranno le Regioni coinvolte. Le risorse stanziate sono pari a 6 milioni nel 2018, 12 milioni nel 2019 e 18 milioni per l’anno 2020. L’obiettivo della sperimentazione riguarda la “remunerazione delle prestazioni e delle funzioni assistenziali erogate dalle farmacie con oneri a carico del servizio sanitario nazionale”.Famiglie, più sgravi per i figli – Raggiunto anche l’accordo sul pacchetto famiglia, annunciato da Ap, che comporterà però nuove modifiche al bonus bebè. Il bonus dovrebbe tornare fino a 3 anni di vita del bambino ma essere prorogato per il solo 2018. Arriverà il raddoppio, “da 2mila a 4mila euro”, della soglia di reddito dei figli entro la quale possono restare comunque a carico dei genitori, che mantengono così le relative detrazioni.
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