Cresce la tensione ad Alessano, il paese in cui vive la famiglia del diciassettenne reo confesso dell’omicidio della fidanzata sedicenne Noemi Durini. Due ordigni rudimentali – costruiti utilizzando bottiglie incendiarie – sono stati lanciati nella notte tra venerdì e sabato contro l’abitazione di Montesardo (frazione di Alessano) in cui il ragazzo viveva assieme ai genitori e ai fratelli. Laddove, pochi giorni fa, il padre di Noemi, Umberto Durini, era andato ad urlare la propria rabbia, accusando l’altro genitore di essere l’assassino della figlia. “Il ragazzo lo sta coprendo” aveva detto Umberto, lanciando un’accusa durissima, che potrebbe presto essere raccolta sotto forma di testimonianza dalla Procura di Lecce.Per il momento l’unico responsabile dell’omicidio viene considerato il fidanzato, indagato per omicidio premeditato, aggravato dai futili motivi e dalla crudeltà, mentre il padre è indagato solo per occultamento di cadavere. L’ipotesi è che abbia aiutato il figlio a disfarsi del corpo senza vita della fidanzata ma stride con le ammissioni del giovane, che ha raccontato agli inquirenti di avere assassinato Noemi nella campagna vicino Santa Maria di Leuca in cui è stato trovato il cadavere. Molte le contraddizioni nei suoi interrogatori, a partire dalle modalità dell’omicidio, che ha detto prima di avere effettuato con una pietra e poi con un coltello che si sarebbe spezzato. Ma sul cranio della vittima non sono state trovate ferite compatibili con le pietrate e del coltello non c’è traccia. Per non aggravare ulteriormente la sua posizione, il 17enne ha scelto di rimanere in silenzio davanti al gip Ada Colluto, chiamata a convalidare il fermo del 13 settembre e a disporre nuova misura cautelare. I difensori Luigi Rella e Paolo Pepe hanno chiesto di trasferire il ragazzo in una struttura protetta non detentiva e di sottoporlo a una perizia psichiatrica, anche allo scopo di verificare la capacità di intendere e di volere al momento del delitto.La diffusione della notizia di tale strategia processuale (che se fosse accolta potrebbe incidere molto su una futura valutazione della pena) ha ulteriormente sollecitato la rabbia degli amici e conoscenti di Noemi e l’indignazione della famiglia. A far crescere la tensione, le migliaia di commenti sui social, che spesso si trasformano in minacce che rischiano di diventare realtà. Come è accaduto appunto venerdì notte, quando ignoti hanno raggiunto la villetta gialla in cui abita la famiglia di Montesardo e hanno lanciato due molotov contro il muro: gli ordini non hanno preso fuoco. I genitori del diciassettenne erano in casa. I carabinieri di Alessano hanno recuperato i resti di due bottiglie incendiarie e verificato la presenza di telecamere di sorveglianza nei pressi dell’abitazione, che potrebbero aver ripreso i responsabili. Entrambe le abitazioni, quelle dei genitori di Noemi e del fidanzato, sono piantonate. Lunedì 18 settembre intanto dovrebbero iniziare gli accertamenti autoptici sul corpo di Noemi, che si potrebbero concludere martedì, per cui i funerali – ai quali il sindaco di Specchia Rocco Pagliara ha invitato a presenziare il ministro della Giustizia, Andrea Orlando – potrebbero tenersi mercoledì o addirittura giovedì.La guerra tra le famiglie e il rapporto conflittuale tra il 17enne e i suoi genitori si evince, tra l’altro, dal contenuto di una lettera trovata dai familiari di Noemi in un computer che la 16enne usava, lettera inviata dal fidanzato il 30 agosto scorso, quattro giorni prima dell’omicidio. “Mio padre mi diceva di lasciarla stare – si legge in alcuni passaggi della lettera – Mi stavo cominciando a stressare perché una cosa quando è mia, io la voglio mia per sempre a tutti i costi. Iniziarono i problemi seri con mio padre e mia madre che mi portarono all’esaurimento nervoso. Una sera furono talmente tante le lamentele dei miei che io cominciai a ribellarmi scatenando tutta la rabbia che avevo verso di loro. Quella sera volarono forti manate tra me e mio padre, talmente tante che io svenni e loro chiamarono il 118. Passata la settimana del Tso convinsi mio padre e mia padre che l’avrei eliminata (Noemi, ndr) per sempre dalla mia testa e così non fu. Io la amo ancora – si conclude la lettera – e non la tradirò mai, per potermela tenere stretta e più in là sposarmela”.
Fonte La Repubblica
