«La Francia è in guerra». Lo ha detto il presidente francese Francois Hollande a Versailles davanti le Camere riunite dopo gli attentati di Parigi.
«Serve una grande e unica coalizione per combattere questo esercito terroristico» dell’Isis, ha sottolineato il presidente francese. «Nei prossimi giorni incontrerò i presidenti Obama e Putin per unire le nostre forze» contro l’Isis, ha aggiunto Hollande, deplorando che la comunità internazionale sia «incoerente, divisa» sulla crisi siriana.
La Francia oggi si è fermata per un minuto di silenzio in ricordo delle vittime degli attentati di Parigi. Hollande ha osservato il minuto di silenzio da Versailles, al termine del quale ha intonato la Marsigliese.
«I terroristi credono che il popolo libero possa essere impressionato dall’orrore, ma invece no, la Repubblica francese ha ben sopportato queste prove, sempre viva. E il popolo francese è coraggioso e non si ferma», nonostante questi gravi fatti, ha continuato Hollande.
La Francia «ha affrontato ben altre prove» prima degli attentati di Parigi, e «quelli che hanno voluto sfidarla sono stati i perdenti della storia», ha sottolineato ancora il presidente francese.
«Noi sradicheremo il terrorismo, lo distruggeremo, perché siamo attaccati alla libertà», ha assicurato Hollande.
«La nostra Repubblica non è una repubblica qualsiasi ma porta avanti la concezione di uno Stato a servizio dei nostri cittadini: noi siamo la patria dei diritti dell’uomo. Sono qui per sottolineare l’unità nazionale e per sottolineare la nostra determinazione», ha continuato Hollande.
Quella che viviamo «non è una guerra di civiltà, perché questi assassini non ne rappresentano nessuna. Sono vigliacchi che hanno sparato sulla folla disarmata», ha osservato ancora il presidente francese.
«La Francia intensificherà gli attacchi in Siria. I miei complimenti ai piloti francesi che ieri hanno portato a termine l’operazione» a Raqqa, ha poi detto Hollande a Versailles. «Non dobbiamo contenere quest’organizzazione, la dobbiamo distruggere», ha
aggiunto riferendosi all’Isis.
In Francia abbiamo bisogno di un «regime costituzionale in grado di gestire la lotta a questo nemico», ha poi rilevato il presidente francese a Versailles, chiedendo la modifica dell’articolo 36, quello sullo stato d’emergenza. «Ritengo, in coscienza, che dobbiamo far evolvere la nostra Costituzione per agire contro il terrorismo di guerra», ha spiegato Hollande davanti al congresso, evocando riforme dell’articolo 16 (sui poteri straordinari del presidente in caso di minaccia allo Stato) e del 36 (sullo stato di guerra e interventi armati all’estero).
Hollande ha poi annunciato che «5.000 posti di lavoro supplementari per polizia e gendarmeria saranno creati nei prossimi due anni», e il personale della Difesa non subirà alcun taglio «fino al 2019». Il presidente francese davanti al Congresso ha sottolineato inoltre che «in queste circostanze, il patto di sicurezza vince sul patto di stabilità».
Fonte Il Messagero
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