Mamma e figlio segregati nel garage degli orrori. Una coppia di conviventi li teneva in ostaggio come bestie per godere della loro pensione. Per i due aguzzini sono scattate le manette. Una storia di violenza e disagio, quella venuta a galla a Cozzo, comune di 370 anime, in Lomellina, provincia di Pavia. Un’anziana di 78 anni e il figlio quarantenne affetti da disturbi mentali, madre e fratellastro del loro «carceriere», ormai ridotti in schiavitù, da anni; seviziati e maltrattati in un box di 40 metri quadrati, senza finestre, al buio. Li costringevano a questa vita, i due conviventi -40 anni lei, 52 lui – arrivati in paese da due anni. L’anziana mamma e il fratellastro erano soggetti fragili da raggirare facilmente; vivere con la loro pensione d’invalidità sembrava la soluzione migliore alla disoccupazione.I malcapitati erano così finiti a dormire su due lettini in plastica, da piscina, controllati a vista da una videocamera di sorveglianza collegata con l’abitazione dei conviventi. I Carabinieri di Pavia, coordinati dal Sostituto Procuratore Roberto Valli, dopo lunghi pedinamenti, hanno fatto irruzione nel garage-lager trovandosi davanti agli occhi una scena raccapricciante: secchi e bacinelle utilizzati come wc di fortuna, piatti sporchi, quelli dell’unico e misero pasto giornaliero che consumavano, qualche coperta, e mobili ammassati ovunque. I due, divenuti ormai prigionieri, indossavano sempre gli stessi indumenti, sudici e maleodoranti; di lavarsi non se ne parlava, solo una spruzzata con la canna del giardino, per levare il grosso. L’anziana e il figlio sono stati trasportati all’ospedale di Vigevano per le cure e gli accertamenti del caso; i due conviventi, invece, sono finiti in carcere, accusati di maltrattamenti in famiglia, sequestro di persona, circonvenzione di incapace e riduzione in schiavitù. Non si escludono denunce per favoreggiamento: secondo gli investigatori, qualcuno che sapeva e non ha mai parlato, tra i vicini di quella casa, sicuramente c’è.
Foto e fonte Cor. Sera
