Alla chiusura della Mostra del Cinema di Venezia, l’indice di Casinos.com misura la passione per il grande schermo regione per regione: il Lazio è primo con 89,2 punti su 100, in testa sia per ingressi in sala sia per interesse su Google.
Si è appena chiusa l’83ª Mostra del Cinema di Venezia e per undici giorni l’Italia ha guardato al Lido. Ma dove si va davvero al cinema il resto dell’anno? Il 2025 è stato un anno in chiaroscuro per il grande schermo. Secondo il Rapporto SIAE 2025, le sale hanno registrato 71,75 milioni di spettatori, il 2,3% in meno rispetto al 2024, con una spesa al botteghino di 539,9 milioni di euro tenuta a galla dal biglietto medio salito a 7,52 euro. Dietro la media nazionale, però, ci sono territori dove il cinema è ancora un’abitudine. Il Cinema Lover Index 2026 di Casinos.com li mette in fila incrociando due comportamenti reali, gli ingressi e le proiezioni in rapporto agli abitanti, con tre segnali di interesse rilevati da Google Trends: le ricerche per “film da vedere”, “programmazione cinema” e “recensioni film”.
Su questa scala il Lazio è primo in Italia con 89,2 punti su 100, oltre dodici lunghezze davanti alla seconda classificata. Nel 2025 ha venduto 9.407.301 biglietti, pari a 164,6 ingressi ogni 100 abitanti, il dato più alto d’Italia, e ha programmato 65,4 proiezioni ogni 1.000 residenti, anche qui primo. In un anno in cui il Centro Italia ha perso il 2,8% degli spettatori, il Lazio ha tenuto con un calo di appena lo 0,9% e una spesa sostanzialmente stabile, con un biglietto medio di 7,69 euro. Da solo vale il 13,1% del pubblico cinematografico nazionale e il 13,4% della spesa. A completare il podio dell’indice ci sono Emilia-Romagna (76,5) e Umbria (72,2); ultimo il Trentino-Alto Adige con 20,0 punti.
Il primato è anche di interesse, non solo di comportamento. Il Lazio è la regione italiana che cerca di più su Google “programmazione cinema”, con il massimo di 100 su 100, ed è terza per “recensioni film” con 92. È il ritratto di un pubblico che va in sala e che, prima di andarci, controlla l’orario e legge cosa ne dicono gli altri: il cinema come appuntamento della settimana, non come evento eccezionale di Natale.
Le ragioni stanno tutte a Roma e intorno a Roma. La Capitale è la città del cinema italiano per definizione, con Cinecittà, la Festa del Cinema di ottobre e una rete di sale d’essai e di cinema storici del centro che pochi territori possono permettersi. Ma il dato regionale dice che l’abitudine si è diffusa ben oltre il Grande Raccordo Anulare, nelle multisale della provincia e nei comuni del litorale e della Ciociaria.
“Il Lazio vince perché a Roma il cinema è una cosa che si fa, non che si guarda da lontano”, commenta Daniele Alfieri, Responsabile Media & PR di Casinos.com. “Centosessantacinque ingressi ogni cento abitanti significa che in media ogni laziale è entrato in sala più di una volta e mezzo in un anno, in un Paese dove tanti non ci vanno mai. E il fatto che sia anche la regione che cerca di più l’orario del cinema su Google dice che l’abitudine è viva, tutte le settimane, non solo quando esce il titolo dell’anno”.
Metodologia
Il Cinema Lover Index 2026 è un indice elaborato da Casinos.com sui dati del Rapporto SIAE 2025 – Spettacolo, Intrattenimento e Sport e di Google Trends. L’analisi mette a confronto tutte e venti le regioni italiane su cinque indicatori: gli ingressi al cinema ogni 100 abitanti (peso 40%), le proiezioni cinematografiche ogni 1.000 abitanti (20%) e le ricerche Google degli ultimi cinque anni per “film da vedere” (20%), “programmazione cinema” (10%) e “recensioni film” (10%). Ogni indicatore è stato riportato su una scala da 0 a 100 e i cinque valori sono stati combinati in un punteggio composito finale, anch’esso da 0 a 100, che stabilisce la posizione di ogni regione in classifica. Popolazione: ISTAT.
