Cassino, Stellantis al collasso: fabbrica ferma, lavoro a rischio e solo 14 giorni fino a luglio

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CASSINO – Il futuro dello stabilimento Stellantis si fa sempre più incerto e carico di ombre. La crisi dell’automotive nel Lazio entra in una fase critica, mentre la fabbrica di Cassino resta praticamente ferma e il territorio paga un prezzo altissimo in termini occupazionali ed economici.
I reparti resteranno inattivi almeno fino al 27 aprile, salvo ulteriori cambiamenti, in un clima di profonda preoccupazione. Intanto la forza lavoro si è progressivamente ridotta, segnale evidente di una crisi strutturale che continua a mordere. Le indiscrezioni emerse durante il Tavolo permanente dell’Automotive, convocato dalla vicepresidente della Regione Lazio Roberta Angelilli, parlano di appena 14 giorni di attività da qui a luglio: uno scenario che, se confermato, rappresenterebbe una vera e propria disfatta.
A lanciare l’allarme è Gennaro D’Avino, segretario generale della UILM Frosinone: «Un trend che fa paura, mentre l’indotto sta pagando un prezzo doppio rispetto alla fabbrica». Il pressing delle organizzazioni sindacali si concentra ora sul Governo, con la richiesta di risposte concrete entro il 21 maggio, data attesa anche per il piano industriale di Stellantis.
Un passaggio chiave sarà il vertice del 24 aprile al MIMIT, dove il coordinamento delle Regioni porterà sul tavolo nazionale la vertenza Cassino. Alla riunione hanno partecipato CGIL, CISL, UIL e UGL insieme alle associazioni datoriali, in un confronto definito “operativo” ma segnato da forti preoccupazioni.
«Cassino è lo stabilimento più martoriato», ha sottolineato Enrico Coppotelli, segretario CISL Lazio, chiedendo al presidente della Regione Francesco Rocca un intervento diretto e un confronto con i vertici aziendali. Sul tavolo anche la necessità di rafforzare le misure a sostegno dell’indotto.
I numeri fotografano una situazione drammatica: riduzione dei volumi produttivi, ricorso massiccio agli ammortizzatori sociali, oltre 130 licenziamenti recenti nell’indotto e circa 2.000 uscite incentivate. Il rischio concreto è quello di una desertificazione industriale e sociale dell’intero territorio.
L’UGL ha ribadito la necessità di un “patto per lo sviluppo dell’Automotive nel Lazio”, coinvolgendo istituzioni, imprese e sindacati in un’azione condivisa e vincolante. Intanto la Regione Lazio, con l’assessore allo sviluppo economico Angelilli, conferma l’impegno a sostenere il comparto e a rappresentare le istanze locali nel confronto con il Ministro.
Parallelamente, è in programma l’attivazione di un tavolo tematico permanente sui grandi temi dello sviluppo, tra cui ZLS, zona franca doganale e strumenti di sostegno alle imprese, con l’obiettivo di rilanciare il territorio.
Tutti gli occhi sono ora puntati sul 21 maggio, quando Stellantis presenterà il proprio piano industriale. Da quell’appuntamento si attendono risposte decisive per il futuro di Cassino e per migliaia di lavoratori che oggi vivono sospesi tra incertezza e timore.

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