Centrosinistra, partita aperta: prove di alleanza a Frosinone

IACOVISSI...

Di Augusto D’Ambrogio.

FROSINONE – Il cantiere politico del centrosinistra torna a muoversi in vista delle elezioni comunali del 2027. La prossima settimana è previsto un confronto tra le delegazioni del Partito Democratico e del Partito Socialista Italiano, un passaggio atteso ma tutt’altro che risolutivo. Le trattative ci saranno, ma l’accordo non è affatto scontato.
Il dialogo si inserisce in un quadro complesso, dove pesano tanto le dinamiche regionali quanto le fratture locali. Eppure, la storia politica della città dimostra che l’unità può fare la differenza. Le tre vittorie consecutive del centrosinistra a Frosinone furono costruite lungo un asse solido tra le forze progressiste: due mandati di Domenico Marzi (1998-2007) e uno di Michele Marini (2007-2012).
Poi, però, il quadro si è ribaltato. Tre sconfitte consecutive hanno consegnato la città al centrodestra: due affermazioni di Nicola Ottaviani (2012 e 2017) e quella più recente di Riccardo Mastrangeli nel 2022. A incidere, in modo decisivo, sono state le divisioni interne al centrosinistra: nel 2012 lo scontro tra Marini e Marzi, nel 2017 la frattura tra Fabrizio Cristofari e Marini, e nel 2022 una coalizione guidata ancora da Marzi ma senza pezzi rilevanti come Vincenzo Iacovissi e Mauro Vicano, entrambi candidati.
Un precedente significativo risale proprio al 2017, quando Iacovissi decise di ritirare la propria candidatura per favorire un equilibrio politico attorno a Cristofari. Un gesto che oggi torna nel dibattito come possibile modello per una ricomposizione.
A meno di 15 mesi dal voto, la domanda resta centrale: esistono le condizioni per un’alleanza unitaria? I primi contatti tra le parti ci sono già stati, ma il confronto della prossima settimana – probabilmente a livello cittadino – rappresenterà il primo vero banco di prova.
Nel frattempo, il Partito Socialista Italiano ha già ufficializzato la candidatura a sindaco di Vincenzo Iacovissi, capogruppo e vice segretario nazionale, sostenuto dalla coalizione “La Frosinone di domani”, composta da Psi, Frosinone Aperta, Provincia in Comune e Area Vasta.
Sul fronte dem, il congresso cittadino ha portato all’elezione di Stefano Pizzutelli come segretario. Nella sua relazione, Pizzutelli ha tracciato una linea chiara: ricostruire un “campo largo” che coinvolga socialisti, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra, con una forte apertura alle liste civiche.
Non solo alleanze, ma anche contenuti. Ambiente, servizi sociali, mobilità, cultura e qualità urbana sono i pilastri indicati dal nuovo corso democratico. Duro il giudizio sulle scelte dell’attuale amministrazione: dal BRT alle piste ciclabili, interventi ritenuti dai cittadini più come ostacoli che come opportunità.
Tra le priorità indicate: il funzionamento dell’ascensore inclinato, la lotta all’inquinamento attraverso dispositivi innovativi “mangia-smog” e lo stop al consumo di suolo.
L’obiettivo, dichiarato senza ambiguità, è uno solo: tornare a vincere. Ma per farlo servirà qualcosa che negli ultimi anni è mancato: l’unità. E il confronto tra Pd e socialisti sarà solo il primo passo di una partita ancora tutta da giocare.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *