In tutto il mondo la Giornata della Terra mobilita oltre un miliardo di persone per difendere aria, acqua e suolo: i tre elementi da cui dipende la vita. In Provincia di Frosinone, invece, questi principi vengono puntualmente disattesi proprio da chi li dovrebbe garantire.
Mentre si celebrano slogan sulla sostenibilità, la realtà in Provincia di Frosinone con il Sito SIN Valle del Sacco racconta tutt’altro: la parte del territorio provinciale dichiarata come Sito di Interesse Nazionale da più di vent’anni è in attesa di bonifiche reali, di caratterizzazioni complete, di trasparenza nelle analisi e di una strategia credibile. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: ritardi cronici, opacità informativa e un immobilismo istituzionale che non ha più alcuna giustificazione.
Si continua a parlare di “transizione ecologica”, ma la transizione è ferma da decenni. Le bonifiche procedono a rilento, i dati ambientali non sono aggiornati, e i cittadini devono convivere con un’incertezza che pesa sulla salute, sull’agricoltura e l’economia locale. È difficile parlare di tutela del Pianeta quando non si riesce a tutelare nemmeno la popolazione che vive nel territorio perimetrato come SIN Bacino Idrico del Fiume Sacco (Sito UE 1212).
Un territorio già fragile, ora trasformato nel distretto dei rifiuti
A tutto questo si aggiunge un fatto ancora più grave: la Provincia di Frosinone sta subendo una trasformazione silenziosa ma inesorabile nel distretto dei rifiuti del Lazio.
Negli ultimi anni, e ancor più nei prossimi cinque, il territorio rischia di essere travolto da:
· conferimenti crescenti di rifiuti,
· nuovi impianti di trattamento,
· colossali biodigestori in costruzione o in fase autorizzativa,
· ampliamenti di strutture già esistenti ( Quarta linea inceneritore di San Vittore del Lazio).
Una prospettiva che Fare Verde Provincia di Frosinone APS descrive come una vera e propria ecatombe ambientale, soprattutto se si considera che la nostra provincia aveva già chiuso il ciclo dei rifiuti, mentre altre province arrancavano nella ricerca di soluzioni. Oggi, invece, si assiste a un paradosso: chi aveva fatto la propria parte viene trasformato nel retrobottega ecologico della Regione da gente che decide come se non ci abitasse nessuno in provincia di Frosinone, come se la comunità fosse refrattaria alle malattie.
La Provincia di Frosinone, inoltre, registra da anni livelli di inquinamento atmosferico tra i peggiori del Lazio. Eppure non arriva mai un piano strutturale, né un coordinamento efficace tra gli enti locali. Si procede con misure tampone, a macchia di leopardo, senza affrontare le cause reali del problema. Un approccio che contraddice apertamente i principi celebrati nella Giornata della Terra.
Suolo agricolo sacrificato in nome di una falsa transizione
La transizione energetica dovrebbe essere un’opportunità. Invece, nel nostro territorio si traduce troppo spesso in impianti fotovoltaici a terra che consumano suolo agricolo, mentre i tetti industriali e quelli degli immobili pubblici restano inutilizzati. Una scelta miope, che danneggia agricoltori già colpiti da anni di inquinamento e incertezza.
La Giornata della Terra non può essere una passerella per la demagogia dei politici molto più vicini alle lobby che ai cittadini.
Mentre il mondo ricorda che la salute delle persone dipende dalla salute del Pianeta, in provincia di Frosinone si continua a convivere con:
· i fiumi che mostrano segni ricorrenti di inquinamento,
· aria irrespirabile,
· scelte politiche che ignorano la realtà,
· un territorio che sarà annichilito dai rifiuti e dagli impianti di trattamento.
La Giornata della Terra dovrebbe essere un’occasione per assumere impegni concreti, non per ripetere slogan vuoti.
È tempo che le istituzioni dimostrino con i fatti — non con le celebrazioni — di voler davvero tutelare la Provincia di Frosinone.
Fare Verde Provincia di Frosinone APS
