Cassino – Le assunzioni effettuate a fine anno dal Consorzio di Bonifica “Valle del Liri” di Cassino finiscono al centro del dibattito politico regionale. La consigliera del Lazio Alessandra Zeppieri ha infatti presentato un’interrogazione formale chiedendo chiarimenti sulla procedura che ha portato a ventuno assunzioni deliberate il 30 dicembre 2025.
L’atto è stato indirizzato al presidente della Regione Francesco Rocca e agli assessori competenti, tra cui Giancarlo Righini, con l’obiettivo di sapere se l’amministrazione regionale intenda esercitare i poteri di controllo previsti e se ritenga legittima la pubblicazione di una delibera nella quale i nominativi degli assunti risultano completamente oscurati.
La vicenda ruota attorno alla deliberazione numero 283 del Consorzio di Bonifica “Valle del Liri”, con cui sono stati attivati ventuno contratti di lavoro. Il documento pubblicato, tuttavia, presenta una particolarità che ha fatto scattare polemiche e richieste di chiarimento: tutti i nomi dei beneficiari sono stati coperti da una barra nera, rendendo impossibile identificarli.
Secondo quanto riportato dal sito di inchiesta Penna e Spada, nonostante l’oscuramento dei dati, attraverso un lavoro di analisi sarebbe stato possibile ricostruire quasi interamente le informazioni originarie. Le verifiche avrebbero rivelato alcune sorprese, in particolare sulla provenienza territoriale di diversi assunti.
Tra i ventuno lavoratori figurerebbero infatti anche quattro persone provenienti dall’agro pontino, precisamente dalle città di Priverno, Terracina e Sezze (due). La quota più consistente, però, arriverebbe dalla città di Cassino, con dieci nomi. Completano il quadro alcuni giovani provenienti da Atina (due), Aquino, Pontecorvo (due) e Piedimonte San Germano.
Sul piano formale, le perplessità sollevate riguardano soprattutto l’opportunità e la trasparenza dell’operazione. I contratti hanno infatti una durata limitata, con scadenza fissata al 30 giugno prossimo, ma comportano comunque un impegno economico significativo: circa mezzo milione di euro per sei mesi di lavoro.
Un investimento che, in un territorio segnato da anni di difficoltà economiche e occupazionali, assume inevitabilmente un forte valore politico e sociale. Proprio per questo la consigliera Zeppieri chiede alla Regione di fare piena luce sulla procedura adottata e sulla scelta di oscurare i nominativi.
Sulla vicenda, inoltre, è stata già inoltrata una segnalazione all’Autorità Nazionale Anticorruzione, che potrebbe avviare verifiche sulla correttezza amministrativa dell’atto.
Ora l’attenzione si sposta sulla Regione Lazio: il presidente Rocca e l’assessore Righini risponderanno all’interrogazione e chiariranno la vicenda delle assunzioni “con la barra nera”? Una domanda che, nelle prossime settimane, potrebbe trasformarsi in un nuovo caso politico regionale. Foto Penna e Spada
