Il progetto del Bus Rapid Transit (BRT) continua a dividere la politica cittadina a Frosinone. Dopo mesi di polemiche e modifiche al piano originario, dall’opposizione arrivano nuove critiche sulla reale efficacia dell’intervento pensato dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Riccardo Mastrangeli.
A sollevare nuovamente il tema è il consigliere comunale del Partito Democratico Norberto Venturi, che giudica il progetto inadatto alle caratteristiche della città. Secondo Venturi, infatti, un sistema di trasporto come il BRT sarebbe pensato per realtà urbane molto più estese.
«Il dibattito in aula va sempre bene – spiega Venturi – ma sul BRT e sulla mobilità urbana un consiglio comunale dedicato si è già svolto a luglio del 2024. Da allora la situazione è diventata ancora più chiara».
Il riferimento è alla proposta avanzata dal capogruppo socialista Vincenzo Iacovissi, che ha chiesto una nuova seduta del Consiglio comunale dedicata alla mobilità cittadina, ipotesi accolta dal primo cittadino.
Per Venturi, tuttavia, i problemi del progetto restano tutti sul tavolo. «In due anni è successo di tutto – sottolinea – ho perso il conto delle varianti al progetto. E tutte le criticità che avevamo evidenziato si sono puntualmente verificate».
Tra gli esempi citati dal consigliere dem c’è il ritorno al doppio senso di marcia su via Marittima e in alcune strade della zona Selva Piana, decisioni che secondo l’opposizione dimostrerebbero le difficoltà della strategia sulla viabilità adottata dall’amministrazione.
«Ci si è resi conto dei disagi assurdi creati a residenti, commercianti, famiglie e studenti – prosegue Venturi – ma l’aspetto più sorprendente è la volontà di andare avanti con un progetto che non risolverà alcun problema e che non aumenterà la sostenibilità della mobilità cittadina».
L’obiettivo originario del BRT era quello di ridurre l’inquinamento da polveri sottili e il tasso di motorizzazione per abitante, due indicatori che vedono da anni Frosinone tra le città più critiche d’Italia. Tuttavia, secondo Venturi, il sistema progettato non sarebbe in grado di produrre benefici concreti.
«È come comprare un paio di scarpe della misura sbagliata – afferma – se sono più piccole si vive una quotidiana sofferenza. Il BRT, così concepito, non funzionerà».
Il consigliere dem contesta anche i tempi di percorrenza indicati dall’amministrazione per la tratta tra la stazione ferroviaria e la zona De Matthaeis, che secondo il sindaco dovrebbe essere coperta in circa dieci minuti. «Ormai tutti hanno capito che il percorso non sarà lineare e quindi il mezzo elettrico non potrà mai rispettare quei tempi».
Un altro punto riguarda la dimensione della rete. «Parliamo di una linea di poco più di quattro chilometri – osserva Venturi – mentre nelle città dove il BRT funziona davvero le distanze superano i 30 o 35 chilometri. Basta guardare gli esempi di Pescara, Taranto o Bari».
Non solo. Nel mirino finisce anche l’assenza di collegamenti diretti con il centro storico, che secondo l’opposizione rimarrebbe escluso dal sistema di mobilità.
Venturi chiude con una domanda rivolta all’amministrazione: «Si hanno notizie sulla riattivazione dell’ascensore inclinato? Ancora no. Eppure negli anni scorsi avevamo chiesto di sistemare quello esistente invece di pensare a una seconda linea. Il risultato? Avevamo ragione noi».
Il dibattito sul futuro della mobilità urbana a Frosinone resta dunque aperto e promette di tornare presto al centro del confronto politico in Consiglio comunale.
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