La crisi del comparto automobilistico nel Basso Lazio entra ufficialmente nell’agenda istituzionale. Dopo il pressing dei sindacati, la Regione Lazio ha convocato un summit urgente sulla situazione del gruppo Stellantis, con un incontro presieduto dalla vicepresidente e assessore allo Sviluppo economico Roberta Angelilli.
A sollecitare l’apertura di un confronto strutturato sono stati i segretari generali regionali di CGIL, CISL e UIL, che hanno scritto alla Regione evidenziando la gravità della situazione e l’urgenza di affrontare quella che ormai viene definita senza mezzi termini come la crisi più pesante all’interno del gruppo automobilistico.
La risposta della Pisana non si è fatta attendere: la Regione ha convocato un incontro istituzionale per aprire un tavolo di confronto e analizzare le prospettive industriali e occupazionali del territorio, con particolare attenzione allo stabilimento Stellantis Cassino Plant e all’intero indotto collegato.
Già nella giornata di martedì le federazioni dei metalmeccanici avevano formalmente richiesto la convocazione di un tavolo con Regione e Prefettura, accendendo i riflettori su una situazione che nel territorio viene definita sempre più critica. A preoccupare sono soprattutto la prolungata inattività produttiva, il calo dei volumi e il clima di forte incertezza che coinvolge migliaia di lavoratori e lavoratrici.
La richiesta sindacale ha poi assunto un peso politico ancora maggiore quando è stata rilanciata direttamente dalle segreterie regionali confederali. Un’iniziativa che si inserisce nel solco della grande mobilitazione del 20 marzo, quando lavoratori, istituzioni locali e rappresentanti del territorio sono scesi in piazza per chiedere risposte concrete e un cambio di passo immediato sul futuro industriale dell’area.
L’obiettivo delle organizzazioni sindacali è chiaro: portare al centro dell’agenda istituzionale una vertenza che non riguarda soltanto il sito produttivo, ma un intero ecosistema economico e sociale fatto di appalti, piccole e medie imprese e famiglie che vivono grazie a quel lavoro.
Per questo motivo i sindacati chiedono tempi rapidi e un confronto reale prima della presentazione del nuovo piano industriale. La preoccupazione è che le scelte strategiche sul futuro dello stabilimento e del territorio possano essere prese senza il coinvolgimento delle parti sociali e delle istituzioni locali.
Una partita decisiva, dunque, che riguarda non solo il destino dello stabilimento di Cassino ma anche quello di un’intera area industriale del Lazio.
Crisi Stellantis, scatta l’allarme nel Lazio: sindacati in pressing, la Regione convoca il vertice urgente
