Di Augusto D’ Ambrogio.
REGIONE LAZIO – Dopo i “bruscolini” annunciati dall’assessore regionale Giancarlo Righini, ora arrivano le “noccioline” della vicepresidente della Regione Lazio Roberta Angelilli. Ed è proprio lo stanziamento destinato alla stagione balneare 2026 a finire nel mirino delle critiche politiche.
La vicepresidente ha presentato con toni soddisfatti il piano regionale: «Un piano strutturale per migliorare l’accoglienza e rendere il Lazio sempre più attrattivo, con l’obiettivo di estendere il periodo turistico». Un progetto che dovrebbe intervenire su sicurezza delle spiagge, monitoraggio ambientale ed eventi turistici lungo il litorale.
Numeri alla mano, però, la cifra annunciata accende il dibattito. Per il 2026 la Regione Lazio ha confermato uno stanziamento complessivo di 3 milioni di euro destinati ai Comuni costieri.
Una somma che, se divisa lungo i 361 chilometri di costa laziale e tra i 24 Comuni interessati, rischia di apparire più simbolica che strutturale. Un contributo che, secondo diversi osservatori, difficilmente potrà incidere in modo significativo su sicurezza, servizi e promozione turistica.
Il paradosso è proprio qui: mentre si parla di un piano “strutturale” per allungare la stagione turistica e rafforzare l’attrattività del litorale, le risorse disponibili sembrano ridursi a un intervento minimo, quasi un gesto di presenza istituzionale più che un investimento strategico.
Tre milioni di euro, dunque. Una cifra che sulla carta dovrebbe sostenere l’intero litorale del Lazio ma che, nella pratica, divisa tra chilometri di costa e amministrazioni comunali, somiglia più a una manciata di “noccioline” che a un vero piano di rilancio del turismo balneare regionale.
