Il Comune di Frosinone passa al setaccio i tributi locali e fa partire una nuova raffica di accertamenti per recuperare somme non versate. Tra Tari e Imu l’amministrazione punta a recuperare oltre 1,3 milioni di euro, frutto delle verifiche condotte dal settore Entrate sugli anni passati.Nel dettaglio, l’ente ha accertato omessi o parziali pagamenti della Tari relativi al 2020, per un importo complessivo che, tra sanzioni, interessi e accessori, raggiunge 296.637 euro. La differenza tra quanto incassato e quanto effettivamente dovuto ha spinto gli uffici comunali ad avviare un’istruttoria approfondita che ha portato all’individuazione dei contribuenti ritenuti non in regola con il versamento del tributo.
La lista dei soggetti debitori è stata approvata con determina dirigenziale del settore Entrate e i contribuenti interessati riceveranno gli avvisi di accertamento per omessa o infedele dichiarazione della Tari, con la richiesta di procedere alla regolarizzazione delle somme dovute. Ma non è tutto. Con un’ulteriore determina, sempre il settore Entrate ha approvato un secondo elenco di 406 contribuenti destinatari degli avvisi di accertamento per l’Imu relativa all’anno 2018. In questo caso l’importo complessivo contestato ammonta a 1.068.074 euro, legato a fabbricati e aree edificabili.Gli avvisi erano stati già predisposti con precedenti determinazioni dirigenziali. Una volta redatti gli elenchi dei contribuenti e decorso il termine per la presentazione di eventuali ricorsi, il Comune ha affidato al concessionario ICA l’incarico di procedere alla riscossione forzata delle somme finora non incassate. L’operazione rientra nel piano di recupero dell’evasione tributaria avviato dall’amministrazione comunale, con l’obiettivo di riportare nelle casse dell’ente risorse considerate fondamentali per il funzionamento dei servizi pubblici e per garantire equità fiscale tra i cittadini.
Frosinone, stangata del Comune: oltre 1,3 milioni tra Imu e Tari non pagate
