La vittoria del NO al referendum costituzionale non è soltanto un risultato politico. È, prima di tutto, un segnale culturale e generazionale che merita di essere letto con attenzione. Tra i dati più significativi emerge con forza quello relativo ai più giovani: nella fascia 18-34 anni il NO ha prevalso con oltre venti punti di vantaggio.
In un tempo in cui spesso si descrivono le nuove generazioni come distanti dalla politica o poco inclini all’impegno, questo voto dimostra esattamente il contrario. I giovani hanno scelto e lo hanno fatto in modo consapevole, con una presa di posizione chiara su un tema cruciale come la Costituzione.
Per comprendere fino in fondo il significato di questo dato, è utile uno sguardo alla nostra storia. Furono proprio giovani, durante la Resistenza, a contribuire in modo decisivo alla liberazione dell’Italia dal fascismo. Giovani che, con il loro impegno e spesso con il sacrificio della propria vita, resero possibile la nascita della Repubblica e della Costituzione. Quella Carta non è un’eredità astratta: è il risultato concreto di una lotta per la libertà, per i diritti, per la dignità.
Oggi, a distanza di decenni, quel filo non si è spezzato. I giovani di oggi, con strumenti diversi ma con analoga consapevolezza, hanno scelto di difendere quella stessa Costituzione. Il loro voto rappresenta una forma moderna di partecipazione civile, che riafferma il valore dei principi fondamentali su cui si fonda la nostra democrazia.
Anche a Ceccano il risultato è stato entusiasmante. In netta controtendenza con il dato provinciale, nella nostra città il NO si afferma con oltre mille voti di scarto sul Sì. Dato importante che conferma che la comunità democratica è più viva che mai e non è un caso che l’impegno politico giovanile a Ceccano sia tornato a crescere in maniera esponenziale.
La vittoria del NO, diventa quindi una richiesta di rispetto, di attenzione, di profondità. È un invito alla politica a non semplificare, a non forzare, ma a costruire percorsi inclusivi e partecipati.
C’è, infine, un altro elemento da cogliere. Se i giovani hanno dimostrato di credere nella Costituzione, allora è compito delle istituzioni e della politica dimostrarsi all’altezza di quella fiducia. Offrire opportunità, garantire diritti, ridurre le disuguaglianze: è questo il modo più autentico per onorare quella scelta.
Dalla Resistenza a oggi, i giovani continuano a essere protagonisti nei momenti decisivi della nostra storia democratica. Ieri con la lotta di liberazione dai nazifascisti che ha prodotto la nostra Carta Costituzionale, oggi con la difesa dei suoi principi fondamentali. Ignorare questo segnale sarebbe un errore. Ascoltarlo, invece, è il primo passo per costruire il futuro.
Valentino Bettinelli Assemblea Provinciale PD
