Vertenza Stellantis, il territorio scende in piazza: sindaci, istituzioni e operai chiedono tavoli ministeriali

Presidente della Provincia, Luca Di Stefano

Un grido d’allarme forte e chiaro quello che si è levato ieri dal territorio attorno allo stabilimento Stellantis di Cassino e dall’intero indotto di Piedimonte San Germano. Amministratori, lavoratori e rappresentanti istituzionali hanno partecipato alla manifestazione per chiedere certezze sul futuro industriale dell’area, alla vigilia di un momento ritenuto decisivo: la presentazione del piano industriale prevista per il prossimo mese di maggio.A sintetizzare il clima di preoccupazione è stato il sindaco Gioacchino Ferdinandi, primo cittadino del Comune che ospita lo stabilimento e punto di riferimento per l’intero comprensorio. «Siamo qui per lanciare un grido d’allarme nei confronti di chi ha disatteso gli impegni presi nel dicembre 2024 nella sede del ministero, davanti a tre ministri», ha dichiarato Ferdinandi. In quell’occasione, ha ricordato, era stato assunto l’impegno di avviare nuovi modelli ibridi nello stabilimento, ma ad oggi la produzione resta legata a modelli risalenti addirittura al 2015.
Il sindaco ha ribadito come il destino industriale dell’area non possa restare sospeso tra incertezze e decisioni temporanee. Un messaggio condiviso anche dal consigliere provinciale Gianluca Quadrini, presente alla manifestazione insieme al presidente della Provincia di Frosinone Luca Di Stefano, che hanno marciato accanto agli operai.
«Siamo di fronte a una sfida vitale», ha affermato Quadrini. «La Provincia è al fianco di ogni singolo lavoratore. Non possiamo accettare che le buste paga diventino sempre più leggere, costringendo le famiglie a rivolgersi ai Comuni persino per pagare le bollette».
Da qui la richiesta di un impegno forte e immediato da parte del Governo e un cambio di passo da parte di Stellantis. La presenza dei rappresentanti provinciali ha voluto testimoniare la vicinanza delle istituzioni locali in una vertenza che, ormai, non riguarda più soltanto una fabbrica, ma l’equilibrio economico e sociale di un intero territorio.
Un segnale significativo è arrivato anche dalla partecipazione dei segretari nazionali delle federazioni sindacali, che ha conferito alla protesta una dimensione nazionale.
«Dobbiamo fare squadra», ha concluso Quadrini, ribadendo la necessità di una forte unità istituzionale e soprattutto l’urgenza di aprire nuovi tavoli ministeriali. Solo attraverso un confronto diretto con il Governo e l’azienda, secondo gli amministratori locali, sarà possibile garantire prospettive concrete al sito industriale di Cassino e salvaguardare migliaia di posti di lavoro legati allo stabilimento e al suo indotto.

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