«La scuola pubblica non può essere trasformata in uno strumento di orientamento politico o di propaganda referendaria».
È quanto dichiara Armando Valiani, Segretario regionale UGL Lazio, intervenendo sulla vicenda delle assemblee sindacali convocate in alcune realtà scolastiche con contenuti legati al referendum sulla giustizia previsto per il 22 e 23 marzo.
«Dalla documentazione diffusa – spiega Valiani – emerge l’organizzazione di assemblee in orario di servizio del personale docente e ATA dedicate quasi esclusivamente alla promozione di una specifica posizione referendaria, senza alcuna garanzia di contraddittorio o pluralismo delle opinioni. Una situazione che pone interrogativi seri sul rispetto dei principi costituzionali che regolano il funzionamento delle istituzioni scolastiche».
Secondo la UGL Lazio, l’utilizzo dello strumento dell’assemblea sindacale per finalità di natura politico-referendaria rischia di snaturare la funzione prevista dal contratto nazionale, che individua nelle assemblee uno spazio di confronto sulle condizioni di lavoro e sulla tutela professionale del personale, non un contenitore per campagne politiche.
«La scuola – prosegue Valiani – deve restare un luogo di libertà, pluralismo e spirito critico, non uno spazio in cui venga veicolata una sola posizione politica. Gli articoli 21, 33 e 97 della Costituzione richiamano chiaramente i principi di libertà, pluralismo e imparzialità della pubblica amministrazione, principi che devono essere pienamente garantiti anche all’interno delle istituzioni scolastiche».
La UGL Lazio sottolinea inoltre che l’utilizzo delle assemblee sindacali per iniziative estranee alle condizioni di lavoro rischia di incidere anche sull’organizzazione del servizio scolastico e sul diritto allo studio degli studenti, oltre a compromettere l’immagine di neutralità della scuola pubblica.
Per questo motivo l’organizzazione sindacale ha chiesto formalmente all’Ufficio Scolastico Regionale per il Lazio di chiarire se tali iniziative siano state valutate sotto il profilo della conformità ai principi di imparzialità, pluralismo e par condicio, e se verranno emanate indicazioni ai dirigenti scolastici affinché ogni eventuale attività informativa sul referendum avvenga nel rispetto dell’equilibrio delle posizioni e fuori dall’orario di servizio.
«Difendere la neutralità della scuola – conclude Valiani – significa difendere la libertà di tutti: degli studenti, dei docenti e dei cittadini. Le istituzioni scolastiche non possono essere trascinate dentro dinamiche di schieramento politico, ma devono rimanere luoghi di formazione democratica e di autentico pluralismo».
