L’Asl di Frosinone istituisce una nuova Cabina di Regia Aziendale per il governo, il monitoraggio e il miglioramento delle liste d’attesa. Lo stabilisce una delibera del direttore generale Arturo Cavaliere, che dà attuazione agli indirizzi regionali sul contenimento dei tempi di attesa nel Servizio Sanitario Regionale.
L’organismo sarà insediato presso la sede di via Fabi e viene definito nella delibera come un “organismo di coordinamento strategico e operativo” incaricato di affrontare uno dei nodi più critici della sanità territoriale: l’accesso alle prestazioni sanitarie e i tempi, spesso lunghi, per visite specialistiche ed esami diagnostici.
A far parte della Cabina di Regia saranno i vertici della direzione aziendale: il direttore sanitario Maria Giovanna Colella, il direttore amministrativo Giovannino Rossi, insieme ai responsabili dei Dipartimenti e delle strutture erogatrici coinvolte. Nel gruppo rientrano anche il responsabile aziendale del Recup, i referenti dei Sistemi Informativi, dell’accreditamento istituzionale e del Controllo di gestione.
Secondo quanto riportato nella delibera firmata dal direttore generale Cavaliere, la Cabina di Regia potrà inoltre convocare ulteriori figure tecniche o professionali, individuate di volta in volta dalla Direzione aziendale in base alle tematiche da affrontare. Nella prima riunione sarà definita la modalità di funzionamento dell’organismo, che potrà essere aggiornato o rimodulato con successivi atti della Direzione Strategica, in relazione a esigenze organizzative, evoluzioni normative o nuovi indirizzi regionali.
Sul piano formale, dunque, l’Asl prova a rafforzare gli strumenti di governo di un problema che da anni pesa sulla sanità provinciale. Le liste d’attesa rappresentano infatti uno dei principali motivi di insoddisfazione dei cittadini, spesso costretti ad attendere mesi per una visita o a rivolgersi al privato per ottenere prestazioni in tempi accettabili.
Resta però aperta una questione sostanziale: quanto potrà incidere realmente un nuovo organismo interno se non si interviene sulle cause strutturali del problema? Carenza di personale, organizzazione delle agende, saturazione dei servizi diagnostici e distribuzione delle prestazioni sul territorio sono criticità note da tempo e difficilmente risolvibili con il solo coordinamento amministrativo.
Il rischio, come spesso accade nella macchina sanitaria, è che alla creazione di nuovi tavoli e cabine di regia non segua un cambiamento percepibile per i cittadini. La sfida per la direzione dell’Asl sarà dunque dimostrare che questo nuovo organismo non rappresenta soltanto un ulteriore livello burocratico, ma uno strumento capace di produrre risultati concreti e ridurre davvero i tempi di attesa.
Perché al di là delle delibere e degli assetti organizzativi, il vero banco di prova resta sempre lo stesso: la risposta che il sistema sanitario riesce a dare ai bisogni di cura delle persone.
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