Automotive in crisi, il 20 marzo mobilitazione a Cassino: sindacati e territorio uniti per difendere lavoro e indotto

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Cassino – Il territorio si prepara a scendere in piazza. Il prossimo 20 marzo Cassino diventerà il cuore di una mobilitazione che vuole essere allo stesso tempo denuncia, proposta e richiesta di certezze per il futuro dell’automotive. Accanto ai segretari nazionali delle federazioni dei metalmeccanici, il territorio si presenterà compatto per lanciare un messaggio chiaro all’azienda e al Governo: il lavoro non può essere considerato una variabile marginale nelle strategie industriali e il destino dell’indotto non può essere lasciato all’incertezza.
La manifestazione rappresenta solo l’inizio di un percorso più ampio, una battaglia che guarda al futuro del polo industriale del Cassinate. Al centro dell’attenzione c’è anche la data del 21 maggio, considerata cruciale per il piano industriale di Stellantis, ma soprattutto per la rete di aziende che costituiscono l’ossatura produttiva dell’indotto locale: da De Vizia a Trasnova, da Teknoservice a Logitech. Una galassia di imprese che oggi vive una fase di grande difficoltà e che chiede programmazione, prospettive e certezze.
“Ormai è una vera e propria guerra sociale, perché non è più soltanto una questione di automotive ma di saracinesche che si abbassano”, ha dichiarato Gennaro D’Avino, segretario generale della Uilm di Frosinone. “Difendere il lavoro significa difendere le famiglie di questo territorio”.
Alla mobilitazione del 20 marzo prenderanno parte anche i segretari nazionali delle federazioni metalmeccaniche. Un segnale forte nei confronti di Stellantis, in vista proprio del piano industriale atteso per il 21 maggio. “Devono arrivare certezze per lo stabilimento di Cassino e per l’intero indotto”, ha spiegato Mirko Marsella, segretario provinciale della Fim-Cisl.
Sulla stessa linea Andrea Di Traglia, segretario provinciale Fiom-Cgil Frosinone-Latina, secondo il quale “la mobilitazione non è più rinviabile, vista la crisi sistemica che sta colpendo il tessuto sociale di un territorio che vive di automotive e che oggi affronta una fase gravissima, con in gioco la propria sopravvivenza”.
A parlare di un vero e proprio dramma territoriale è stato invece Maurizio Stabile, segretario provinciale Fismic-Consal, che ha sottolineato come la mobilitazione nasca per salvare non solo lo stabilimento di Cassino ma soprattutto l’indotto, dove in diversi casi sono già partite le lettere di licenziamento.
Per Gerardo Minotti, segretario provinciale Uglm, il 20 marzo segnerà “l’inizio di un percorso che dovrà portare alla salvaguardia del lavoro e dell’intero sistema produttivo”.
Solo poche ore dopo l’incontro tra le sigle sindacali, alle 16, si è svolto anche il confronto con la Consulta dei sindaci del Cassinate. Un passaggio fondamentale per costruire una strategia condivisa e rafforzare l’unità del territorio. L’obiettivo è chiaro: marciare tutti nella stessa direzione, nel segno della coesione territoriale, per accendere i riflettori su una crisi senza precedenti e chiedere risposte concrete per il futuro dell’automotive e dell’intero indotto

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