Nel cuore del distretto automotive di Cassino si riaccende l’emergenza occupazionale. La Consulta dei sindaci del Cassinate, riunitasi ieri, ha affrontato la delicata vertenza che coinvolge le aziende dell’indotto Trasnova, Teknoservice e Logitech, stilando un’agenda operativa serrata per scongiurare ricadute drammatiche sul lavoro e sull’economia locale.
La crisi, che si trascina da mesi tra proroghe minime e incertezze sul futuro delle commesse, tiene con il fiato sospeso decine di lavoratori. Il nodo principale resta il rinnovo dell’appalto legato al polo produttivo di Stellantis, con scadenza fissata a fine aprile. Un passaggio decisivo da cui dipende la continuità occupazionale di numerose famiglie già segnate da precedenti fasi di instabilità industriale.
L’11 marzo sarà una data chiave: il Ministero delle Imprese e del Made in Italy è stato chiamato a fare chiarezza sulla situazione e a verificare se esistano margini concreti per la prosecuzione della commessa. Un incontro che, nelle intenzioni delle istituzioni locali, dovrà rappresentare una vera e propria “operazione verità” sulle prospettive dell’indotto cassinate.
Nel frattempo, i sindaci dei trenta comuni che compongono la Consulta hanno deciso di non restare spettatori. La riunione ha sancito un impegno considerato inderogabile: avviare un confronto immediato con le organizzazioni sindacali e con i rappresentanti istituzionali della provincia per concordare una linea d’azione comune. L’obiettivo è fare fronte unito nel pressing verso il MIMIT e verso la multinazionale, chiedendo garanzie occupazionali e trasparenza sulle strategie industriali per il sito laziale.
Tra i punti centrali dell’agenda figura anche la richiesta di un incontro diretto con i vertici italiani del gruppo. I sindaci intendono convocare Paolo Pinzoni, responsabile Public Affairs Italia, Giuseppe Manca, responsabile delle Risorse Umane e relazioni industriali, e Priscilla Talacchi, Institutional Relations Roma Office Director, seguendo il modello del recente summit tenutosi a Pomigliano. L’obiettivo è ottenere risposte puntuali sul futuro del plant di Cassino e sulle ricadute sull’indotto.
La vertenza viene definita dagli amministratori locali “un’emergenza senza precedenti”, ma al tempo stesso drammaticamente familiare per un territorio che negli ultimi anni ha già pagato un prezzo elevato alle trasformazioni del settore automotive. In gioco non c’è soltanto il destino di alcune aziende appaltatrici, ma la tenuta complessiva di un sistema economico costruito attorno alla grande industria.
Per questo la Consulta ha scelto la via della mobilitazione istituzionale, consapevole che il tempo stringe e che ogni rinvio rischia di tradursi in nuove incertezze per lavoratori e famiglie. Le prossime settimane saranno decisive per capire se il cassinate potrà contare su una prospettiva di continuità produttiva o dovrà prepararsi a un nuovo capitolo di crisi industriale.
Cassino, allarme automotive: vertenza appalti, i sindaci serrano i ranghi e convocano Stellantis
