CASSINO — Il futuro industriale della provincia di Frosinone passa inevitabilmente dallo stabilimento automobilistico di Cassino, oggi al centro di una fase di profonda incertezza. Quella che per decenni è stata una colonna portante dello sviluppo economico locale — simbolo di crescita e stabilità per centinaia di famiglie — si trova ora ad affrontare una transizione complessa che mette a rischio occupazione, indotto e coesione sociale.
La situazione della multinazionale Stellantis rappresenta una sfida cruciale: il rallentamento produttivo e i cambiamenti legati alla transizione ecologica stanno mettendo sotto pressione l’intera filiera collegata allo stabilimento. Migliaia di lavoratori, tra diretti e aziende dell’indotto, guardano con preoccupazione a un futuro che appare sempre meno prevedibile.
L’economia del territorio, per anni sostenuta dal colosso automobilistico, è oggi esposta a una fragilità crescente. Ogni decisione presa a livello globale si riflette immediatamente sulla comunità locale, amplificando timori e incertezze. La mancanza di una visione industriale chiara e di investimenti concreti rischia di trasformare quella che potrebbe essere un’opportunità — la riconversione verso modelli produttivi sostenibili — in una minaccia per l’occupazione e per la tenuta sociale.
A richiamare con forza l’attenzione su questo passaggio storico è il neo eletto segretario generale della UILM Frosinone, Gennaro D’Avino, designato al termine del congresso provinciale con voto unanime.
D’Avino sottolinea come non sia più possibile ignorare le difficoltà che stanno attraversando lavoratori e imprese dell’indotto. «Ogni scelta industriale ha un impatto diretto sulle famiglie e sul territorio — evidenzia — e senza una programmazione seria il rischio è quello di compromettere definitivamente migliaia di posti di lavoro».
Il nuovo segretario descrive la sua elezione come un momento di grande responsabilità oltre che di profondo coinvolgimento umano. La standing ovation seguita alla proclamazione del suo nome non è stata vissuta come un riconoscimento personale, ma come il segno di un’unità sindacale e di una fiducia collettiva da tradurre in azione concreta.
Secondo la UILM, la risposta alla crisi non può limitarsi a interventi emergenziali: è necessaria una politica industriale forte, condivisa e lungimirante, capace di governare la transizione ecologica senza sacrificare il lavoro. Fondamentale, in questa prospettiva, la costruzione di un’alleanza tra istituzioni, imprese e parti sociali per garantire investimenti, innovazione e tutela occupazionale.
La partita che si gioca a Cassino, dunque, non riguarda solo uno stabilimento ma l’intero futuro economico della provincia. Senza decisioni rapide e coordinate, avverte il sindacato, il rischio è che uno dei principali motori industriali del Lazio meridionale si trasformi in un punto di crisi strutturale, con conseguenze difficilmente reversibili per il territorio.
Crisi Stellantis a Cassino, la UILM lancia l’allarme: «Serve una strategia per salvare lavoro e territorio»
