Di Augusto D’Ambrogio
FROSINONE — Mancano poco più di sedici mesi alle prossime elezioni comunali e nel capoluogo ciociaro la scena politica è già in pieno fermento. Il quadro appare estremamente fluido, segnato da riorganizzazioni interne, tensioni tra alleati e strategie ancora tutte da definire, sia nel centrodestra sia nel centrosinistra.Sul fronte della maggioranza, il recente rimpasto di giunta ha ridefinito equilibri e ruoli, ma non ha dissipato i dubbi sul percorso verso il voto. La coalizione che sostiene il sindaco Riccardo Mastrangeli può contare su 18 consiglieri su 33, numeri solidi che rendono naturale la prospettiva di una sua ricandidatura. Il primo cittadino dovrebbe infatti ripresentarsi, ma resta da chiarire se verrà nuovamente adottato lo strumento delle primarie, già utilizzato nel 2012, 2017 e 2022 e recentemente richiesto, ad esempio, dalla lista civica “Per Frosinone”.
Le tensioni nel centrodestra Uno dei punti più delicati riguarda gli effetti locali della frattura nazionale tra la Lega e il nuovo soggetto politico fondato dall’europarlamentare Roberto Vannacci, Futuro Nazionale. Il vicesindaco Antonio Scaccia è considerato tra i sostenitori della prima ora del generale, e lo strappo con la Lega di Matteo Salvini rende incerto il quadro delle alleanze.Negli anni passati, il peso del Carroccio — guidato in provincia dal parlamentare Nicola Ottaviani — è stato determinante nella costruzione dell’attuale maggioranza. Oggi, però, gli equilibri e le prospettive politiche appaiono profondamente mutati. Non è escluso che il nuovo movimento di Vannacci possa correre autonomamente alle politiche del 2027, scenario che inevitabilmente influenzerebbe anche le dinamiche locali.
Un primo banco di prova sarà rappresentato dalle prossime elezioni provinciali, dove Ottaviani punta alla conferma di Andrea Amata. I voti ponderati provenienti dal capoluogo saranno indicativi della tenuta degli attuali rapporti di forza.
Per Fratelli d’Italia, invece, i prossimi mesi saranno dedicati a quello che il coordinatore regionale Paolo Trancassini ha definito un “arricchimento programmatico”, segnale di una strategia orientata più ai contenuti che alle candidature immediate.
Resta poi aperta la questione di Forza Italia, storico partito fondatore del centrodestra, attualmente all’opposizione dell’amministrazione Mastrangeli. Da quasi due anni non si registrano passi concreti verso una ricomposizione politica.
Il centrosinistra tra candidature e strategie
Se nel centrodestra il nodo è la compattezza della coalizione, nel centrosinistra il vero punto interrogativo riguarda le scelte del Partito Democratico. Il partito deve decidere se presentare un proprio candidato sindaco o convergere su un progetto più ampio.
Intanto il Partito Socialista Italiano ha già rotto gli indugi ufficializzando la candidatura a sindaco di Vincenzo Iacovissi, alla guida della coalizione “Frosinone di domani”, che riunisce quattro liste: PSI, Frosinone Aperta, Area Vasta e Provincia in Comune. I socialisti hanno ribadito in più occasioni che quella di Iacovissi non è una candidatura di trattativa, ma una proposta politica autonoma.
Sul fronte democratico, Francesco De Angelis ha auspicato la costruzione di una coalizione larga capace di competere con le numerose liste civiche, comprese quelle attualmente all’opposizione in Consiglio comunale.
Un quadro ancora aperto
A più di un anno dal voto, dunque, non si intravede ancora uno schema definitivo. Nel centrodestra pesano divisioni e ridefinizioni interne, mentre nel centrosinistra la partita decisiva riguarda la leadership e la composizione della coalizione.
La campagna elettorale, di fatto, è già iniziata. Ma a Frosinone, più che i nomi, saranno le alleanze — e la capacità di costruire un progetto credibile — a determinare il risultato finale.
