Cassino Automotive, allarme rosso: produzione ai minimi e licenziamenti nell’indotto

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CASSINO — Solo quattro giorni di lavoro in un mese. Non è una flessione temporanea, ma il segnale di una crisi strutturale che investe in pieno lo stabilimento laziale di Stellantis, oggi indicato come il sito italiano nelle condizioni più critiche. A Cassino si sta consumando una delle fasi più difficili della storia recente dell’automotive nazionale, tra produzione ai minimi storici, cassa integrazione diffusa e l’assenza di nuovi modelli capaci di rilanciare la domanda.
Le scelte strategiche del gruppo automobilistico pesano come macigni su un territorio che vive da decenni di manifattura e competenze industriali. In gioco non c’è soltanto il futuro dello stabilimento, ma quello di un’intera filiera produttiva e della comunità che da essa dipende.
A pagare il prezzo più alto sono soprattutto le aziende dell’indotto, molte delle quali legate a un unico committente. Il crollo dei volumi produttivi si traduce infatti in una drastica riduzione delle attività e in un aumento del rischio occupazionale. Una vulnerabilità che i sindacati denunciano da tempo nei tavoli ministeriali con l’azienda.
«Abbiamo sempre posto al centro la salvaguardia di tutta l’occupazione, diretta e indiretta — spiegano le organizzazioni dei lavoratori — con particolare attenzione all’indotto, che è il segmento più esposto alla crisi».
La situazione si è ulteriormente aggravata nei giorni scorsi con la richiesta di licenziamento per 45 dipendenti delle aziende Trasnova, Logitech e Teknoservice. Una decisione definita «inaccettabile» dai sindacati, che chiedono interventi immediati e soluzioni strutturali.
L’appello è rivolto sia all’azienda sia al Governo, affinché vengano individuate misure concrete e definitive per salvaguardare tutti i posti di lavoro e rilanciare la produzione. Senza nuovi modelli e senza un piano industriale chiaro, avvertono le parti sociali, il rischio è quello di un progressivo svuotamento del sito e di un effetto domino sull’intero tessuto economico locale.
Cassino, uno dei poli simbolo dell’automotive italiano, si trova così a un bivio decisivo: rilancio industriale o lenta marginalizzazione. Nel frattempo, per centinaia di famiglie, l’incertezza resta l’unica costante.

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