DI ANTONIO CRISTIAN TANZILLI.
Ovidio Marras (Teulada, Sardegna, 1930 – 6 gennaio 2024) è stato un pastore sardo la cui vicenda ha fatto il giro d’Italia e del mondo. Uomo di poche parole ma di grande determinazione, Marras è diventato simbolo della resistenza contro l’urbanizzazione selvaggia e la cementificazione di aree naturalistiche preziose.
Il suo terreno si trovava nella zona di Capo Malfatano, vicino alla spiaggia di Tuerredda — uno dei tratti di costa più belli della Sardegna sud-occidentale. Negli anni Duemila, una grande società immobiliare (la Sitas Srl) propose di acquistare quei pochi ettari di terra incontaminata per costruire un resort di lusso con hotel, ville, piscine e campi da golf.
La cifra offerta? Milioni di euro, fino a 12 milioni secondo diverse ricostruzioni. Ma Marras rispose con una fermezza che sorprende: “La terra non si vende”. Per lui quei pascoli, quella strada usata per portare le mucche al pascolo, gli ulivi e la vista sul mare non erano un investimento, ma la propria identità e memoria familiare.
La battaglia si estese oltre le trattative: iniziò un lungo iter legale che durò oltre 16 anni, passando da tribunali italiani fino alla Cassazione, che nel 2016 decretò lo stop definitivo ai lavori e impose la demolizione di quanto già iniziato.
Non tutti però furono d’accordo con la sua scelta. Nel suo stesso paese alcuni vedevano nel progetto un’opportunità di lavoro e sviluppo, creando divisioni profonde nella comunità.
“La vita va così”: dal grande schermo a Netflix
La straordinaria vicenda di Marras è diventata un film italiano di grande successo: La vita va così, diretto da Riccardo Milani e disponibile su Netflix dal 5 febbraio 2026.
Trama e ispirazione
La pellicola racconta la storia di Efisio Mulas, un pastore del Sulcis interpretato dal non professionista Giuseppe Ignazio Loi, che rifiuta sistematicamente le offerte di un magnate immobiliare milanese per vendere la sua terra. La narrazione fonde momenti di commedia con riflessioni profonde sulla difesa del territorio, il valore delle radici e la complessa relazione tra tradizione e sviluppo economico.
Cast e produzione
Il film, sceneggiato da Riccardo Milani insieme a Michele Astori, presenta un cast di alto profilo:
Diego Abatantuono nel ruolo dell’imprenditore Giacomo
Virginia Raffaele nei panni di Francesca, la figlia divisa tra modernità e legami familiari
Aldo Baglio e Geppi Cucciari in ruoli chiave
M&B Music Blog
La produzione è frutto di un’alleanza tra OurFilms, Wildside, Medusa Film e Netflix, con riprese effettuate tra Sardegna meridionale — soprattutto nella zona di Tuerredda e Capo Malfatano — e alcuni scorci in Lombardia per completare le ambientazioni.
Successo al cinema e su Netflix
Uscito il 23 ottobre 2025 nelle sale italiane — con anteprima alla Festa del Cinema di Roma come film di apertura — il film ha incassato quasi 7 milioni di euro, piazzandosi tra i titoli italiani più visti della stagione e attirando oltre 1 milione di spettatori.
Sbarcato su Netflix, è entrato subito nella Top 10 dei più visti, confermando la forza universale della sua storia e la capacità di coinvolgere un pubblico ampio anche oltre i confini nazionali.
Perché questa storia ci tocca
“La vita va così” non è solo un film: è un invito a riflettere su come definiamo il progresso, su cosa scegliamo di preservare e su cosa siamo disposti a sacrificare per denaro o comodità. La vicenda di Marras è diventata simbolo di resilienza, dignità e amore per la propria terra, con un messaggio che supera i confini geografici e parla all’universalità delle scelte umane.
Nei tempi in cui il rapporto tra uomo e ambiente è sempre più al centro del dibattito pubblico, questa storia — tra commedia e dramma — riesce a farci sorridere e pensare al contempo: perché, davvero, la vita va così.
Ovidio Marras: il pastore che ha detto “no” ai milioni e ha scelto la sua terra
