Quando la signora Giulia è entrata nel suo supermercato e ha visto gli scaffali vuoti, ha capito subito che qualcosa non andava. Si è fermata nei pressi di una cassa, ha sistemato il carrellino e ha poggiato una mano sullo scivolo. Poi si è piegata in avanti verso la cassiera che, dopo tanti anni, non era più soltanto un volto familiare ma un’amica, una confidente.
«Che sta succedendo? Perché gli scaffali sono vuoti?».
La risposta è arrivata dopo una lunga esitazione, con un filo di voce: «Domani chiudiamo». Due volti rigati dalle lacrime, un silenzio carico di significati che andavano ben oltre quella semplice frase.
Giulia, quel giorno, ha impiegato più tempo del solito per fare la spesa. Nel carrello ha messo più prodotti del normale, quasi a voler trattenere qualcosa che stava per sfuggirle. All’uscita, la cassiera glielo ha fatto notare: «Non hai mai comprato così tante cose. Come mai?».
La risposta ha raccontato meglio di qualsiasi analisi economica il legame con quel luogo: «Voglio avere la vostra merce più a lungo possibile e continuare a pensare che state ancora qui e mi accogliete, tutte le mattine, con il solito sorriso».
Purtroppo non sarà così. Domani sarà l’ultimo giorno di apertura del supermercato di piazza Bottaro, l’unico a servizio del centro cittadino di Isola del Liri. Un punto vendita di prossimità, ma soprattutto un presidio sociale: il posto dove anziani e massaie arrivavano a piedi per fare la spesa, scambiare due parole, sentirsi parte di una comunità.
Con quella serranda che si abbassa non scompare soltanto un’attività commerciale. Si perde un luogo di incontro, di relazioni quotidiane, di piccoli riti che davano senso alle giornate. È l’ennesimo segnale di un centro cittadino che si svuota, di un tessuto sociale che si assottiglia insieme alle opportunità.
Altre serrande abbassate. Un’altra luce che si spegne. E una comunità che, da domani, sarà un po’ più sola.
Scaffali vuoti e cuori pieni: chiude il supermercato di piazza Bottaro, un pezzo di comunità che se ne va
