Lo stabilimento Stellantis di Cassino vive settimane di silenzio produttivo e di crescente incertezza. Le linee sono ferme da tempo, senza notizie ufficiali sui nuovi modelli da assemblare, mentre l’indotto appare sempre più fragile, stretto tra rallentamenti, proroghe e scadenze che incombono.
A rendere il quadro ancora più critico è la vertenza che coinvolge Trasnova, Teknoservice e Logitech: un dossier appeso a un filo di speranza sempre più sottile. La mini proroga concessa scade il 30 aprile e l’atteso incontro al ministero tarda ad arrivare. In ballo ci sono decine di posti di lavoro solo nel cassinate, un numero destinato a crescere considerando gli altri appalti coinvolti su scala nazionale.
Di fronte al perdurare dell’incertezza, le aziende hanno messo nero su bianco, scrivendo sia a Stellantis sia al ministero per ottenere chiarimenti. In assenza di risposte, il passo successivo – fanno sapere – potrebbe essere l’invio delle lettere di licenziamento. Un’ipotesi che tiene con il fiato sospeso un intero territorio fatto di famiglie, piccole attività commerciali e lavoratori in attesa di segnali concreti.
Il polo industriale di Piedimonte San Germano, cuore dell’automotive nel Lazio, attraversa così una delle fasi più delicate della sua storia recente. Il rallentamento delle produzioni e l’assenza di comunicazioni ufficiali sui nuovi modelli stanno alimentando un clima di forte preoccupazione. L’indotto, già provato negli ultimi anni da transizioni industriali e riorganizzazioni, rischia un ulteriore colpo con ricadute profonde sull’economia locale.
I sindacati chiedono certezze, un cronoprogramma preciso e un intervento istituzionale tempestivo. Senza una proroga o decisioni chiare, il rischio è quello di una nuova ondata di licenziamenti che aggraverebbe una situazione sociale già fragile. Intanto, le giornate dei lavoratori scorrono scandite dall’ansia e dall’attesa: ogni giorno che passa senza convocazioni ufficiali o impegni formali accresce il timore che il tempo stia per scadere definitivamente.
Stellantis Cassino, fabbrica ferma e indotto in apnea: il territorio sospeso in un limbo
