Lo stabilimento Stellantis di Cassino attraversa una delle fasi più difficili della sua storia recente, con volumi produttivi in costante calo e prospettive che restano avvolte nell’incertezza. Nonostante l’impegno delle maestranze, le linee continuano a lavorare a intermittenza: il reparto montaggio resterà fermo fino al 18 febbraio e il bilancio di gennaio parla chiaro, con appena quattro giorni di attività. Numeri che alimentano il timore di nuovi record negativi, in linea con il trend già drammatico registrato nel 2024 e nel 2025.
Il peggioramento della situazione ha riacceso le proteste sindacali, sempre più pressanti nel chiedere soluzioni rapide e concrete. Al momento, l’unica possibile via d’uscita individuata resta l’avvio della produzione dei modelli ibridi, più volte confermata dall’azienda ma ancora priva di una tempistica definita e, soprattutto, di certezze sui volumi. Elementi, questi, considerati indispensabili per garantire la sostenibilità degli investimenti e la tenuta occupazionale del sito.
A soffrire non è solo lo stabilimento, ma anche l’intero indotto, stretto tra la scarsità di commesse, il progressivo venir meno degli ammortizzatori sociali e contratti in scadenza. È il caso di aziende come Trasnova, Teknoservice e Logitech, dove cresce la preoccupazione per il futuro dei lavoratori. Una crisi che si riflette sull’intero territorio, colpendo il commercio e l’economia locale, fino ad assumere i contorni di una vera e propria emergenza sociale nella parte bassa della provincia.
In questo scenario complesso e drammatico interviene Gianluca Ficco, segretario nazionale della UILM e responsabile del settore auto, che chiede un cambio di passo deciso da parte dell’azienda e delle istituzioni. «La conferma della produzione delle vetture ibride a Cassino è un segnale positivo – sottolinea Ficco – ma non è più tollerabile che i tempi di realizzazione restino indefiniti».
Secondo il dirigente sindacale, la principale preoccupazione dei lavoratori e delle organizzazioni sindacali è vedere i progetti annunciati trasformarsi in realtà concreta. «Servono tempi certi e impegni chiari – conclude – perché senza certezze sul futuro produttivo non può esserci serenità né per lo stabilimento né per il territorio».
Stellantis Cassino, produzione al minimo e futuro incerto: sindacati in allarme, Ficco (UILM) chiede tempi certi sugli ibridi
