Di Augusto D’Ambrogio .
FROSINONE – Nella maggioranza che sostiene il sindaco Riccardo Mastrangeli i nervi sono scoperti. Ufficialmente tutti assicurano che il bilancio verrà approvato senza problemi, ma la realtà politica che si muove sotto traccia racconta una storia diversa. Le sedute del Consiglio comunale sono state fissate per il 9 febbraio in prima convocazione e per il 10 febbraio in seconda chiamata: un passaggio decisivo che rischia di trasformarsi in un banco di prova ad altissima tensione.
Sulla carta la coalizione di centrodestra può contare su 18 voti su 33, numeri sufficienti per andare avanti. Ma le variabili e le incognite non mancano. I consiglieri Marco Ferrara e Sergio Crescenzi hanno lasciato Fratelli d’Italia per aderire a Identità Frusinate, modificando gli equilibri interni. Crescenzi, in particolare, non ha mai nascosto l’aspettativa di una nomina in Giunta.
Un’ipotesi che però incontra l’altolà di Fratelli d’Italia: il partito ha fatto sapere in modo chiaro che non accetterebbe l’ingresso in Giunta di esponenti che hanno abbandonato il gruppo. Una matassa complicatissima per il sindaco Mastrangeli, che da quasi due anni governa senza Forza Italia, partito fondatore del centrodestra, ormai stabilmente all’opposizione.
L’eventualità di uno strappo con Fratelli d’Italia sarebbe politicamente dirompente: significherebbe, di fatto, la fine della stagione del centrodestra al Comune di Frosinone, con conseguenze inevitabili non solo sulle prossime elezioni amministrative ma anche sugli equilibri regionali. Uno scenario che il primo cittadino sta valutando con attenzione.
Ferrara e Crescenzi, dal canto loro, non sembrano intenzionati a fare passi indietro. Se la richiesta di rappresentanza in Giunta non dovesse essere accolta, resta aperta una domanda cruciale: saranno loro a sbattere la porta nei confronti del sindaco? È anche per questo che l’approvazione del bilancio non può essere considerata affatto scontata. E, comunque vada il voto, dal giorno dopo le tensioni dovranno essere affrontate, perché la crisi politica è tutt’altro che chiusa.
Sul tavolo c’è anche la partita legata a Futuro Nazionale, il nuovo soggetto politico dell’europarlamentare Roberto Vannacci, al quale guarda con interesse la Lista per Frosinone, che esprime quattro consiglieri e il vicesindaco Antonio Scaccia, già coordinatore regionale dell’associazione Noi con Vannacci. Il nodo politico è evidente: a livello nazionale lo scontro tra Vannacci e il leader della Lega Matteo Salvini è stato frontale. Fare finta di nulla, a livello locale, è impossibile.
Per Nicola Ottaviani, parlamentare e coordinatore provinciale della Lega, non si tratta di rapporti personali ma di una questione squisitamente politica: la galassia leghista, al Comune capoluogo, non esiste più. Un dato di fatto che pesa sugli equilibri della maggioranza.
Quanto ad Antonio Scaccia, l’intenzione resta quella di mantenere la Lista per Frosinone sul piano comunale, forte del risultato elettorale che gli ha garantito il ruolo di vicesindaco. Ma sarà decisivo capire quali scelte farà Vannacci nel prossimo futuro, anche in termini di alleanze nei Comuni. Un tema tutt’altro che secondario, soprattutto in vista delle elezioni amministrative del giugno 2027, quando le dinamiche di Futuro Nazionale potrebbero incidere direttamente sulle strategie e perfino sulle candidature a sindaco.
Infine, resta sullo sfondo un altro elemento politico: la civica di Scaccia ha ormai accantonato da tempo la richiesta del secondo assessorato, nonostante il passaggio da tre a quattro consiglieri. Un segnale che conferma come, dietro il voto sul bilancio, si giochi una partita molto più ampia: quella sulla tenuta futura della maggioranza e sul destino politico del Comune di Frosinone.
Comune di Frosinone, bilancio al voto tra tensioni e incognite: la maggioranza di Mastrangeli non è più blindata
