È partita ufficialmente da alcuni giorni,la raccolta firme per la tutela e il rilancio dell’ospedale San Benedetto. Un’iniziativa che, secondo gli organizzatori, sta registrando una risposta “straordinaria” da parte dei cittadini e che nasce con un obiettivo chiaro: garantire un servizio sanitario efficiente, completo e realmente rispondente ai bisogni del territorio, attraverso il presidio ospedaliero alatrense.
La mobilitazione viene rivendicata come una battaglia di interesse generale, svincolata da appartenenze e colori politici. Proprio per questo, sindaco e maggioranza sono stati ufficialmente invitati ad aderire all’iniziativa, affinché il tema del futuro dell’ospedale diventi patrimonio condiviso dell’intera città, evitando polemiche e strumentalizzazioni.
Nella petizione, i promotori chiedono una “parola chiara e definitiva” sul destino del San Benedetto. In assenza di comunicazioni ufficiali, in particolare da parte dei dirigenti della Asl e dei decisori politici, sottolineano come sia inevitabile e legittima la crescente preoccupazione dei cittadini.Il tema è però entrato rapidamente nel confronto politico. Nei giorni scorsi il vicesindaco Addesse ha riferito di aver ascoltato un’organizzatrice della raccolta affermare che l’ospedale sarebbe a rischio chiusura e che le firme servirebbero a scongiurare questa eventualità. Una ricostruzione che lo stesso Addesse ha poi definito “assolutamente falsa”, parlando di cittadini presi in giro. A queste dichiarazioni è arrivata oggi la replica del capogruppo del Partito Democratico Di Fabio, che ha criticato duramente le parole del vicesindaco. «Troviamo molto poco giustificabili le dichiarazioni rilasciate ieri mattina dal vicesindaco – ha affermato – forse troppo schiacciato sulla sua appartenenza di partito». Di Fabio ha invece voluto ringraziare i volontari impegnati nella raccolta firme, lodandone il senso civico e l’impegno a difesa dell’ospedale.Secondo il capogruppo Dem, il rischio è quello di sottovalutare non solo il lavoro dei volontari, ma anche la capacità di giudizio dei cittadini. «Chi si avvicina ai banchetti – spiegano infine gli organizzatori – ha la possibilità di leggere con attenzione la petizione e sceglie liberamente se sottoscriverla o meno».La raccolta firme prosegue dunque, mentre attorno al futuro del San Benedetto si accende un confronto che, nelle intenzioni dei promotori, dovrebbe restare centrato esclusivamente sulla tutela del diritto alla salute e sulle esigenze dell’intera comunità. Foto archivio
Alatri – San Benedetto, raccolta firme per il futuro dell’ospedale: scoppia il confronto politico
