Frosinone, il PD alza la voce: “Nessun cambio di passo dopo la vittoria del centrodestra. Ora serve una svolta”

fabrizio cristofari

Frosinone merita un’attenzione diversa, più incisiva e continuativa. È questo il messaggio che, da oltre due anni, i consiglieri comunali del Partito Democratico rivolgono ai vertici del partito, chiedendo segnali chiari sul futuro del capoluogo. Segnali che, a livello provinciale, finora non sono arrivati. Un’assenza che pesa, anche se la stagione congressuale non si è ancora conclusa, e che alimenta il malcontento di una rappresentanza consiliare impegnata in un’opposizione costante all’amministrazione di centrodestra guidata dal sindaco Riccardo Mastrangeli.
A fare il punto è stato Daniele Leodori, segretario regionale e consigliere del PD, che ha tracciato un bilancio severo dell’azione amministrativa dopo la vittoria elettorale del centrodestra. Secondo Leodori, non si è registrato alcun cambiamento reale rispetto al passato. Al contrario, le condizioni della città appaiono oggi più difficili, segnate da scelte che hanno finito per aggravare criticità già esistenti.
Sotto accusa, in particolare, gli interventi annunciati in materia di mobilità, organizzazione urbana e servizi. Promesse rimaste in larga parte sulla carta o tradotte in provvedimenti giudicati incompiuti e inefficaci. Una situazione che, stando anche ai dati sulla viabilità urbana, avrebbe contribuito a peggiorare il quadro generale: in alcune fasce orarie Frosinone risulta di fatto paralizzata, effetto – secondo i dem – di decisioni prive di una visione complessiva e di una programmazione adeguata.
In Aula consiliare la presa di posizione è netta. Angelo Pizzutelli, Fabrizio Cristofari e Norberto Venturi continuano a esercitare un’opposizione serrata all’amministrazione Mastrangeli, denunciandone limiti politici e amministrativi. In più occasioni il PD ha anche aperto alla possibilità di ragionare su un “governo di salute pubblica” di fine consiliatura, una soluzione straordinaria subordinata però a un presupposto chiaro: il riconoscimento, da parte del sindaco, dei fallimenti della coalizione di centrodestra. Un’ammissione che, ad oggi, non è mai arrivata.
Sul tavolo resta inoltre il nodo delle prossime elezioni comunali, previste per giugno 2027 salvo interruzioni anticipate della consiliatura. Il centrosinistra arriva all’appuntamento dopo tre sconfitte consecutive e con una coalizione, quella del 2022, ormai dissolta. Il PSI ha già ufficializzato il proprio candidato sindaco, Vincenzo Iacovissi, ma il cantiere politico resta aperto: l’alleanza con le altre forze del campo progressista dovrà accelerare se vorrà presentarsi come un’alternativa credibile alla guida della città.
In questo scenario, Frosinone diventa un banco di prova non solo per l’amministrazione in carica, ma anche per la capacità del Partito Democratico di ricostruire una proposta politica solida, unitaria e all’altezza delle aspettative del capoluogo.

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