Valle di Comino tra spopolamento e disagi: mentre i borghi si svuotano, la Comunità Montana guarda alle feste

galleriaatina

La Valle di Comino continua a sprofondare in una crisi che ormai non è più solo economica, ma sociale e infrastrutturale. I borghi si svuotano, i servizi diminuiscono, le attività produttive chiudono e la popolazione residente, soprattutto quella giovane, è costretta a cercare altrove opportunità di lavoro e di vita. Una desertificazione lenta ma costante, che sta cambiando il volto di uno dei territori più suggestivi del Frusinate.
E mentre la Valle affonda nei problemi strutturali, a far discutere è l’azione – o meglio, la mancata azione – della XIV Comunità Montana, che in queste settimane sembra concentrare le proprie energie prevalentemente sull’organizzazione di eventi, feste sacre e manifestazioni di intrattenimento. Iniziative certamente utili alla promozione del territorio, ma che appaiono sempre più come una risposta marginale rispetto alle emergenze reali vissute quotidianamente dai cittadini.
Tra tutte, resta simbolo di una situazione divenuta insostenibile la chiusura della galleria di Atina, infrastruttura strategica per i collegamenti dell’intera Valle. Un blocco che da tempo penalizza pendolari, lavoratori, imprese e servizi essenziali, aggravando l’isolamento delle comunità locali e rallentando ulteriormente ogni prospettiva di sviluppo. Un disagio che si ripercuote sulla viabilità, sull’economia locale e perfino sull’accesso alle cure e ai servizi pubblici.
Il paradosso è evidente: mentre si moltiplicano sagre, eventi e celebrazioni, i problemi strutturali restano irrisolti. La Valle chiede infrastrutture funzionanti, politiche concrete per il lavoro, sostegno alle imprese, servizi per le famiglie, una strategia seria contro lo spopolamento. Invece, il rischio è quello di affidarsi a una narrazione fatta di folclore e vetrine temporanee, che non affrontano le radici profonde della crisi.
Il malcontento cresce tra i cittadini, che chiedono risposte chiare e tempi certi, soprattutto sulla riapertura della galleria di Atina e sugli interventi per contrastare la desertificazione dei borghi. La Valle di Comino non può più permettersi di vivere di eventi spot: servono visione, programmazione e scelte coraggiose.
Perché senza infrastrutture, servizi e prospettive, anche la festa rischia di restare una cornice vuota attorno a un territorio che continua, giorno dopo giorno, a perdere pezzi della propria identità e del proprio futuro.

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